L'intervento

Alla rinuncia di Gaudio devono seguire le dimissioni di Speranza

Come un fulmine a ciel sereno, inaspettata, sebbene la macchina del fango era partita a spron battuto, ha fatto irruzione la notizia della rinuncia di Eugenio Gaudio all’incarico di commissario della sanità in Calabria.

La notizia riporta nel caos la gestione della sanità inella Regione. Dopo le dimissioni di Cotticelli e Zuccatelli, Gaudio – che avrebbe incontrato questa mattina il ministro della salute Speranza per comunicare la sua decisione – è il terzo commissario alla sanità che la Calabria “cambia”, pur senza una nomina ufficiale, in pochi giorni.

La motivazione che l’ex rettore de La Sapienza, ha dato ai suoi “motivi personali e familiari” è talmente paradossale da apparire ironica, se non provocatoria, ma soprattutto fa comprendere, ove mai ce ne fosse ancora bisogno, della drammaticità della situazione sanitaria in Calabria.

La mancata accettazione di Gaudio espone il Governo a nuove critiche per la palese incapacità di risolvere una questione che ormai ha conquistato la ribalta nazionale. chi, per ruolo istituzionale e funzione assuntasi – ricordiamo che continuando a confermare la necessità di commissariare la sanità in Calabria, spetta al governo nazionale guidarne la gestione, attraverso appunto i commissari – non ne trae però le conseguenze rimanendo abbarbicato alla poltrona. Non avere più Speranza, consentiteci il gioco di parole, potrebbe essere la salvezza per questa disgraziata Calabria

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