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Scoppia il caso dei positivi in provincia di Vibo Valentia

L’eccessivo ritardo dei risultati dei tamponi fa scoppiare il caos sui numeri e manda in crisi il territorio.

Dopo giorni e giorni durante i quali il sindaco Maria Limardo continuava a denunciare l’eccessivo ritardo del risultato dei tamponi effettuati, arriva in tarda serata, dopo che erano stati ufficializzati i dati giornalieri, i primi dati relativi ai tamponi inviati in Puglia insieme a quelli processati, con la solita lentezza a Catanzaro. Una vera e propria esplosione di contagi, dalle proporzioni ancora non ben definite.

Ma dalle notizie che arrivano dal Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia, sarebbero almeno 180 i positivi emersi dai tamponi effettuati sul territorio nei giorni scorsi. I primi 60 sono frutto dei tamponi processati nel laboratorio analisi dell’ospedale Pugliese di Catanzaro, i rimanenti 120 provengono invece dai test elaborati a Bari, dopo l’accoro concluso con la Puglia, e restituiti alle Asp di competenza, nella fattispecie quella vibonese.
Il caos è totale e preoccupante.

Non è ancora chiaro dove siano collocati i contagiati, ma da quel che emerge, è interessato l’intero comprensorio vibonese. La maggior parte dei positivi, secondo quanto si è potuto appurare, è stata rilevata nella prima e nella seconda città per numero di abitanti nella provincia, vale a dire, Vibo Valentia (dove oggi gli uffici del Comune rimarranno chiusi per la sanificazione dopo che due dipendenti sono risultati positivi) e Pizzo, altra comunità da almeno una settimana sotto i riflettori. Ma gli screening sarebbero positivi anche per due cittadini di Serra San Bruno, per uno di Pannaconi, frazione di Cessaniti, di Mileto (nella frazione Comparni) e di Ionadi. 14 i positivi a Filadelfia, dopo il test rapido eseguito su 85 persone dell’amministrazione e i dipendenti comunali. Tra questi anche il sindaco Maurizio De Nisi.

Bisogna puntualizzare che nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di asintomatici o di paucisintomatici.
A questo punto, ci sia consentita una considerazione, amara ma necessaria, perché anche il cronista chiamato a riferire le notizie non può e non deve rimanere asettico di fronte a simili situazioni.

Nel momento in cui ancora si discute su chi debba essere il commissario della sanità calabrese, fatto questo che comunque condanniamo ritenendo che, nel rispetto del titolo V della costituzione debbano essere i calabresi a decidere e scegliere, non si può non considerare che il ritardo grave con cui vengono processati i temponi abbia dei responsabili precisi, tra questi – inevitabilmente – vi è senza dubbio alcuno il commissario dell’Azienda Ospedaliera di Catanzaro (che, guarda caso, al momento è sempre lo stesso Zuccatelli chiamato, tra mille politiche, ad assumere il ruolo di commissario dell’intera sanità calabrese). Il boom nel Vibonese di 180 positivi è il risultato di tamponi effettuati almeno 10 giorni fa e processati solo adesso, risultati pervenuti solo nel tardo pomeriggio di ieri e nella gran parte, come abbiamo riferito, da Bari – da Bari! – e ne mancano ancora almeno altri 200 per i quali si attende l’esito.

Dunque, tracciabilità saltata o quantomeno assai difficilmente ricostruibile considerati i tanti giorni trascorsi. Sono queste gravi incapacità organizzative! Come si può sopportare che Vibo Valentia processi solo 10 tamponi al giorno e Catanzaro non dia risposte prima dei 10 giorni?

Ed allora, perché non prendere altri provvedimenti? Assumere altre iniziative?

Ad esempio, di fronte a rischi così drammatici perché non procedere in tempo reale con i tamponi rapidi e con procedure restrittive se necessario e poi eventuali test di conferma? Il costo di un test rapido per una Azienda sanitaria è di poco più di 10 euro.

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