Le due società confermano l’iniziativa congiunta: incaricato lo studio dell’avvocato Chiacchio per valutare la posizione del portiere impiegato dall’Igea Virtus nelle prime cinque giornate
Il “caso De Falco” continua a tenere banco nel Girone I di Serie D e, col passare delle ore, aggiunge un nuovo tassello destinato ad alimentare dibattito e attesa. Dopo la notizia emersa nella giornata di mercoledì 14 gennaio, relativa al portiere Cristian De Falco – classe 2006 – schierato dalla Nuova Igea Virtus nelle prime cinque gare di campionato nonostante dovesse scontare tre turni di squalifica, arrivano adesso indicazioni ufficiali sui promotori dell’iniziativa che ha portato la questione sul tavolo della Procura Federale.
A muoversi, con una linea comune e condivisa, sarebbero state infatti Nissa e Savoia, che hanno diffuso una nota congiunta per chiarire la propria posizione e spiegare le ragioni dell’intervento.
“Nessuna caccia alle streghe: difendiamo la correttezza del campionato”
Nel comunicato, le due società mettono subito al centro un concetto: il rispetto delle regole come valore fondante dello sport. Nissa e Savoia sottolineano come, nel corso della loro storia, abbiano sempre evitato qualsiasi situazione potenzialmente irregolare, dichiarando di non aver mai schierato calciatori squalificati o non ancora regolarizzati.
Un passaggio che vuole essere un messaggio chiaro anche verso l’opinione pubblica: non un attacco frontale a un avversario, ma la volontà di tutelare la regolarità della competizione.
L’incarico allo studio Chiacchio: “Solo una valutazione tecnica”
Il punto centrale della nota riguarda l’azione concreta intrapresa: Nissa e Savoia confermano di aver conferito, congiuntamente, mandato allo Studio Legale dell’avvocato Eduardo Chiacchio, uno dei nomi più noti nel panorama nazionale del diritto sportivo.
L’obiettivo, precisano, è stato esclusivamente quello di ottenere una valutazione tecnica qualificata, per capire se esistessero o meno i presupposti per ipotizzare violazioni regolamentari capaci di generare un eventuale vantaggio competitivo a danno di altre società del girone. In altre parole: non una scelta “di pancia”, ma un passaggio affidato a un professionista, nel pieno rispetto dell’iter previsto.
Buona fede o meno, “le regole valgono per tutti”
Un altro passaggio importante, che definisce il tono della nota, riguarda la possibile natura dell’eventuale irregolarità. Nissa e Savoia, infatti, aprono all’ipotesi che, qualora fossero accertate violazioni, queste potrebbero essere state commesse anche in buona fede.
Ma la conclusione resta netta: a prescindere dalle intenzioni, i regolamenti devono essere rispettati da tutti, perché correttezza, trasparenza e lealtà sportiva sono principi imprescindibili.
In attesa del responso: il girone resta col fiato sospeso
Le due società, infine, spiegano di non aver ancora ricevuto alcun riscontro definitivo e che dunque la vicenda resta in fase di attesa. Ma l’argomento è ormai diventato centrale: perché un’eventuale decisione della Procura Federale potrebbe avere ripercussioni dirette sulla classifica e sugli equilibri della zona alta.
Il “caso De Falco”, insomma, non è più solo una voce di corridoio o un dibattito social: adesso è un dossier che viaggia sui binari ufficiali e che potrebbe incidere sul campionato nel momento più delicato della stagione.
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