Doveva essere la partita della svolta e invece si è trasformata nella fotografia più dura della crisi. La Vibonese cade pesantemente al Luigi Razza, travolta 0-4 da una Gelbison cinica e ordinata, capace di colpire nei momenti chiave e di approfittare delle fragilità rossoblù. Per mezz’ora la gara resta in equilibrio, poi arriva l’episodio che cambia tutto e da lì in avanti la squadra di Capodicasa si smarrisce, finendo per sciogliersi sotto i colpi degli avversari.
Il vantaggio campano nasce da una dormita collettiva della retroguardia: cross dalla sinistra, difesa immobile e Urquiza che accompagna quasi al rallentatore la palla sul palo opposto. Un gol che pesa più di quanto dica il cronometro, perché spegne le certezze della Vibonese e accende la sicurezza della Gelbison. I rossoblù provano a reagire, ma lo fanno in maniera confusa, con il pallone che viaggia da una fascia all’altra senza mai trovare uno sbocco centrale. È il classico “facite ammuina”: tanto movimento, nessuna sostanza.
Le occasioni migliori, paradossalmente, restano degli ospiti, che sfiorano più volte il raddoppio con Liurni e Kosovan, mentre la Vibonese costruisce una sola vera opportunità: al 31’ Catasus lancia lungo per Sasanelli, che prova una spettacolare rovesciata con la palla che si impenna sopra la traversa. Sarebbe stato il pareggio, resta invece l’unico vero lampo di una serata povera di idee. In mezzo alla confusione generale si salvano soltanto Balla, l’unico a dare continuità e personalità alla manovra, e Di Gilio, tra i pochi a mantenere lucidità.

Ripresa senza reazione, finale da incubo
Nel secondo tempo la Vibonese rientra in campo con l’intenzione di alzare il ritmo, ma il copione non cambia. E al primo vero affondo arriva la doccia gelata: Liurni parte sulla sinistra, entra in area e con un diagonale preciso supera Marano per lo 0-2. È il colpo che chiude, di fatto, la partita.
I rossoblù hanno un ultimo sussulto con Balla, che dai 35 metri su calcio piazzato lascia partire una conclusione potente e precisa, ma Corriere blocca in due tempi. È l’ultimo episodio offensivo della Vibonese. I cambi non incidono, la squadra si allunga e nel finale la Gelbison dilaga: prima Fernández, con un tiro ravvicinato in mezzo a una selva di maglie rossoblù, poi Cascio, appena un minuto dopo, per il poker che gela definitivamente il Razza.
Il triplice fischio consegna molto più di una semplice sconfitta. Racconta di una squadra fragile mentalmente, sterile in attacco e incapace di reagire alle difficoltà. Doveva essere la gara del rilancio, diventa invece il simbolo di una crisi che ora fa davvero paura e che obbliga tutti a una riflessione immediata, perché la zona calda non è più uno scenario lontano ma una realtà con cui fare i conti. Panchina di Capodicasa a rischio? Difficile dirlo, anche perchè non c’è una società che può decidere e un presidente come Cammarata latitante da tempo.
Vibonese – Gelbison 0-4
Marcatori: 32′ pt Urquada, 21′ st Liurni, 39′ st Fernandez, 40′ st Cascio
VIBONESE: Marano; Sportolaro, Brunetti, Caiazza, Keita (23′ st Azzara); Di Gilio, Catasus (29′ st Dick), Balla; Carnevale, Coulibaly (35′ st Galita), Sasanelli (29′ st Marrale). A disp.: Del Bello, De Salvo, Santoro, Loza, Marchetti. All. Capodicasa
GELBISON: Corriere; Semeraro, Viscomi, Scognamiglio, Urquiza; De Martino (42’ st Vaccaro), Chironi, Kosovan; Coscia (1′ st Fernandez), Liurni (23′ st Cascio), Ferreira (35′ st De Feo). A disp.: Sakho, Langella, Iuliano, Casco, Fellino, Delmiglio. All. Agovino
ARBITRO: Giorgio Previdi di Modena (assistenti Edoardo Pennisi di Catania e Pietro Quartaronello di Messina)
MARCATORI: 32′ pt Chironi, 20′ st Liurni, 39′ st Fernandez, 40’ st Cascio
NOTE: Ammoniti: Di Gilio (V), Catasus (V), Coscia (G). Corner: 4-4. Rec.: 2′ pt-3’ st
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