Calcio

Incubo senza fine: lo stesso arbitro aggredito a Francica picchiato nel Reggino

Frattura del setto nasale dopo la gara Under 19 tra Cittanovese e Gioiosa Jonica

Tre mesi fa la sua storia aveva indignato l’Italia intera. Oggi, purtroppo, quel nome torna alla ribalta per un altro episodio di violenza. È lo stesso giovane arbitro della sezione AIA di Locri, già brutalmente aggredito a Francica lo scorso autunno, ad essere finito nuovamente nel mirino al termine di una partita del campionato Under 19 tra Cittanovese e Gioiosa Jonica, nel Reggino.
Un pugno al volto, violento, improvviso. Il risultato è una frattura del setto nasale e una prognosi di 21 giorni. Un copione che si ripete, con lo stesso protagonista involontario: un ragazzo di appena 16 anni che continua a pagare il prezzo di una deriva sempre più preoccupante nel calcio calabrese.

La dinamica dell’aggressione

Secondo quanto riportato dal Quotidiano del Sud, l’episodio si sarebbe verificato al termine dell’incontro. Il giovane direttore di gara, dopo aver autorizzato un uomo ad avvicinarsi alla panchina – previa consegna del documento di identità – sarebbe stato colpito da un pugno al volto.
L’aggressore sarebbe il padre di due calciatori del Gioiosa Jonica, presente a bordo campo pur non avendone titolo. Il gesto sarebbe maturato dopo un momento di tensione legato a decisioni arbitrali prese durante la gara.

Ad assistere alla scena anche il padre del giovane arbitro, appartenente alle forze dell’ordine ed ex direttore di gara, che ha immediatamente sporto denuncia. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Cittanova, che stanno ricostruendo l’esatta dinamica dei fatti.

Un dettaglio che pesa: l’identità dell’aggressore

La vicenda assume contorni ancora più gravi perché, secondo le prime indiscrezioni, l’uomo che avrebbe sferrato il pugno sarebbe un ex sindaco di un comune della Locride e già consigliere provinciale. Una figura pubblica, quindi, che in passato ha rappresentato istituzioni e comunità. Un elemento che amplifica l’indignazione attorno a un gesto che, oltre a essere penalmente rilevante, rappresenta un pessimo messaggio educativo in un contesto – quello dell’Under 19 – dove dovrebbero prevalere formazione e rispetto.

Il precedente di Francica: una ferita ancora aperta

È impossibile non tornare indietro di tre mesi. A Francica, nel Vibonese, lo stesso giovane arbitro era stato aggredito in circostanze analoghe. Anche allora un adulto, anche allora violenza gratuita, anche allora un ragazzo lasciato solo davanti alla furia di chi dovrebbe educare.
La notizia aveva fatto il giro dei media nazionali, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza nei campi dilettantistici. Oggi, purtroppo, quella vicenda non è rimasta un caso isolato: è diventata una recidiva.

Un fenomeno che non si arresta

Le aggressioni agli arbitri, soprattutto nei campionati regionali e giovanili, continuano a moltiplicarsi. L’Associazione Italiana Arbitri e la FIGC–LND chiedono da tempo misure più severe e maggiori controlli a bordo campo.
Sul piano sportivo, il Giudice Sportivo potrà infliggere squalifiche pesanti e ammende alle società coinvolte. Sul piano penale, l’aggressore va incontro a un processo per aggressione a pubblico ufficiale e lesioni personali, con conseguenze civili e risarcitorie anche rilevanti.