L'intervento

La lettera: “Orgoglioso di mio figlio arbitro, ma il calcio deve proteggere i suoi ragazzi”

In un momento storico in cui il calcio dilettantistico vive un crescente problema legato alle violenze e alle intemperanze sui campi di gioco, la testimonianza di un genitore assume un valore ancora più profondo. Quella che segue è la lettera aperta di un padre, orgoglioso del percorso intrapreso dal proprio figlio — giovane arbitro appena maggiorenne — ma allo stesso tempo preoccupato per un ambiente che troppo spesso dimentica il rispetto, il dialogo e la cultura sportiva. Un appello sincero, rivolto a dirigenti, giocatori e tifosi, affinché gli arbitri possano svolgere il loro ruolo con serenità e dignità.

Sono un genitore orgoglioso di mio figlio, che ha appena compiuto la maggiore età e ha deciso di seguire la sua passione per l’arbitraggio. È un ragazzo coraggioso e determinato, che si impegna ogni settimana per garantire il regolare svolgimento delle partite in giro per la Calabria.
Tuttavia, non posso nascondere la mia preoccupazione e il mio disappunto per gli episodi di violenza e intolleranza che si verificano ancora troppo spesso sui campi di calcio. L’anno scorso, mio figlio ha subito un’aggressione da parte di un individuo che non ha saputo gestire la sua rabbia e la sua frustrazione.

Mi auguro che episodi del genere non si ripetano più e che i dirigenti, i giocatori e i tifosi prendano coscienza dell’importanza del rispetto e della tolleranza nei confronti degli arbitri, che sono esseri umani e non macchine.Sono orgoglioso di mio figlio e di tutti gli arbitri che si impegnano ogni settimana per garantire il regolare svolgimento delle partite. Spero che possano continuare a fare il loro lavoro con passione e dedizione, senza paura di essere aggrediti o insultati.” (Gregorio Greco)