Calcio

La maglia di Iacovone, zio Tom De Pietri e il principe Consoli, una storia vibonese

C’è un filo sottile che lega la Vibonese al Taranto, e non parliamo dei colori sociali rossoblu, ma una storia che porta i nomi di Tommaso De Pietri, Erasmo Iacovone e Enzo Consoli.

A Tommaso De Pietri, il mitico zio Tom, sono legate stagioni bellissime e anche drammatiche del calcio a Vibo Valentia, con lui in panchina la Nuova Vibonese visse ben cinque appassionanti stagioni, dalla prima nel 1975-76 all’ultima nel 1988-89.

Dopo la prima stagione a Vibo Valentia, in serie D, De Pietri fu chiamato dal Taranto quale secondo allenatore in serie B, era il campionato 1976-77. Da qui in inizia la storia che stiamo per raccontarvi.

Ebbene, De Pietri nel 1973 a Carpi, conobbe un certo Erasmo Iacovone, un giocatori esile, non altissimo, ma forte nel gioco aereo. Arrivato nella città ionica fu lui a chiedere al presidente Giovanni Fico di acquistarlo. Iacovone aveva 23 anni ed era una promessa del calcio. Fu prelevato dal Mantova con una operazione che costò ben 400 milioni delle vecchie lire, una spesa enorme per i tempi ma ben ripagata dalle prestazioni del calciatore molisano. All’esordio a Novara, Iacovone realizzò il suo primo gol staccandosi in area come un angelo, tanto in alto e tanto leggero che sembrava il fotogramma di un film al rallentatore. Fu così che i tifosi del Taranto iniziarono a conoscere la magia dei colpi di testa del giovane di Capracotta. Che per altre sette volte (in ventisette partite) fece gridare di gioia il popolo rossoblu, divenendone un idolo.

Erasmo Iacovone

Ma fu nel campionato successivo che gli undici di Rosati e De Pietri fecero sognare una città intera. Con l’Ascoli che faceva campionato a sé, il Taranto lottò per un secondo posto che avrebbe significato il salto in serie A. Il 6 febbraio 1978, però, il sogno si infrasee nel destino crudele. Dopo la partita con la Cremonese. Iacovone muore in un incidente stradale sulla statale Taranto-Lecce nella sua Dyane 6 centrata in pieno da una Alfa Romeo 2000, rubata e guidata da un certo Marcello Friuli, inseguita da una volante della Polizia, a circa 200 all’ora.

Quel tragico incidente tracciò un solco profondo nell’animo di De Pietri una ferita rimasta aperta e mai rimarginata nel suo cuore. E così quando Paola, la moglie, dello sfortunato Erasmo gli donò in ricordo la maglia numero 9 indossata dal giocatore quando era al Carpi e fu scoperto e rilanciato dallo ì stesso De Pietri.

, lui decise di indossarla sempre ad ogni allenamento.

Paola Iacovone con la maglia numero 9 dello sfortunato attaccante

Una maglia che il tecnico burbero dal cuore tenero indossava ad ogni allenamento finché non fu costretto a cederla ad Enzo Consoli.

Come avvenne questo passaggio di maglia? Era la stagione 1982-1983, campionato Interregionale, e la Nuova Vibonese stava preparando la sfida con il Crotone. Consoli si avvicinò a De Pietri, sfiorò con lo sguardo quella la maglia e disse: “Mister, se vinciamo a Crotone con un mio gol, mi darai quella maglia?”. Ovviamente, De Pietri lo guardò perplesso, anche per il forte attaccante rossoblu quella scommessa era un azzardo, e forse anche per questo rispose di sì.

Era l’ultima giornata di campionato e la partita non si presentava per niente facile. Il Crotone era ormai fuori dalla lotta per la promozione in serie C, in quanto l’Afragolese aveva già vinto il campionato. Ma i cugini crotonesi non vedevano l’ora di misurarsi con l’undici di De Pietri per “vendicare” i due punti persi dai rossoblu di casa al “Luigi Razza” proprio contro gli i rivali campani.

All’Ezio Scida vinse la Vibonese per 1-0, grazie a uno stupendo gol realizzato, da Enzo Consoli. Il martedì successivo alla gara, mister De Pietri, pur a malincuore, non potè fare altro che rispettare i patti e consegnò la maglia di Erasmo Iacovone al suo “principe”.

Vibonese -Nardò, anno 1984, gol di Enzo Consoli

Enzo Consoli, ragazzo che tutti abbiamo potuto apprezzare in tanti anni di storia rossoblu e non solo per le sue splendide qualità tecniche, qualche mese fa, anche per tramite di Fortunato D’Amico, ha voluto donare alla U.S. Vibonese Calcio la mitica maglia di Iacovone, gelosamente conservata per tanti anni, anche quale segno di gratitudine nei confronti di un grande esempio di vita e di sport che corrisponde al nome di Tommaso De Pietri.

(In copertina Enzo Consoli con Tommaso De Pietri. Si ringrazia Fortunato D’Amico per il prezioso contributo alla ricostruzione di una vicenda importante del calcio vibonese, di cui Consoli e De Pietri sono una pietra miliare, un simbolo oltre che una pagina di storia)

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