Al Nord, i lettori in tre anni passano dal 63% (2019), al 60% (2020) e quindi al 59% (2021), valori simili al Centro (61% nel 2019, 57% nel 2020, 56% nel 2021), ma al Sud si passa dal 41% del 2019 al 40% del 2020 e al 35% del 2021. Il divario Nord-Sud si amplia da 22 punti percentuali fino a 24. I lettori con basso titolo di studio oggi sono il 36%, in calo di 14 punti percentuali in due anni, mentre i lettori con la laurea sono l’84%, in calo di 7 punti.
Si mantiene invece intatto il differenziale tra uomini e donne: entrambi leggono meno di prima: sono lettrici il 60% delle donne, lettori il 52% degli uomini. In questa statistica la Calabria è ultima.
«Non c’è da supirsene essendo stata abbandonata da quasi vent’anni ogni politica di sostegno alle biblioteche, all’editoria e alla promozione della lettura», spiega Gilberto Floriani, presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche sezione Calabria in un post sui social, nel quale individua una delle cause del calo di lettori nel «definanziamento della legge regionale sulle biblioteche così come l’aver tolto le competenze in materia di cultura alle province»,
E poi lancia un appello alla politica regionale perchè riprenda ad interessarsi del settore. «Le disparità di accesso alla cultura dei cittadini del sud rispetto a quelli del nord sono intollerabili e insostenibili – sottolinea Floriani – . Si dovrebbe capire che in una società che vive continui cambiamenti CULTURA È SVILUPPO non è uno slogan ma la pura verità, anche se i risultati che si possono conseguire non sono immediati. Sono fiducioso di una positiva interlocuzione con la nuova giunta del Presidente Occhiuto, con l’assessore Rosario Varì del nostro territorio, con i sindaci tutti e principalmente con Maria Limardo, sindaco della Capitale del libro 2021, affinché si giunga a formulare un grande patto della lettura regionale, che finalmente affronti in modo organico questi problemi».

