Cultura

Mendicino si accende di cultura con “La scuola dei classici 2026”

Tra maggio e giugno il borgo calabrese diventa palcoscenico diffuso tra teatro, paesaggio, formazione e innovazione narrativa

Mendicino si prepara a vivere una stagione culturale di grande intensità con “La scuola dei classici 2026”, rassegna teatrale e artistica che, tra maggio e giugno, attraverserà il centro storico, il Teatro Comunale, il Ridotto, Palazzo Campagna, l’Anfiteatro Catalano e i percorsi naturalistici del territorio.
L’iniziativa è promossa dalla compagnia Porta Cenere, con la direzione artistica di Nat Filice e Mario Massaro, con il patrocinio della Città di Mendicino e il cofinanziamento della Regione Calabria – Dipartimento “La Calabria che incanta”, nell’ambito del POC 2014-2020.

La rassegna si presenta come un vero sistema culturale diffuso, in cui teatro, formazione, paesaggio e tecnologia si intrecciano in un’unica esperienza. Non solo spettacoli, ma laboratori, incontri, azioni sceniche, trekking urbano, osservazioni astronomiche e interventi di video mapping curati da Giampaolo Palumbo, capaci di trasformare gli spazi storici del borgo in superfici vive di racconto.
Il festival è stato inaugurato l’11 maggio al Teatro Comunale con “Il Giudizio” di Onur Uysal, spettacolo di ombre in cui gli animali processano gli uomini, seguito dal laboratorio “Karagöz e le Maravigliose Ombre Turche”, a cura di Astragali Teatro ed Eufonia ETS.

Il programma entrerà nel vivo sabato 30 maggio, al Ridotto del Teatro Comunale, con “Le avventure di Giovannino” di Elisa Ianni Palarchio, liberamente ispirato alla fiaba di Italo Calvino. Uno spettacolo pensato per i più piccoli, costruito sull’interazione con il pubblico e sulla forza antica del racconto orale. A seguire, il laboratorio “Il teatro di narrazione per ragazzi” e, in serata, “Le Troiane” da Euripide, per la regia di Nat Filice.

Il 4 giugno sarà dedicato alla narrazione per ragazzi con “Favoloso 2” di Antonio Filippelli, il laboratorio “Costruire una storia” e lo spettacolo “Sulla strada per OZ” della Drama School di Cosenza. In serata, a Palazzo Campagna, spazio al mito con “Antigone – Il sogno della farfalla” di Donatella Venuti, interpretato da Maria Milasi e Americo Melchionda, seguito dal video mapping “Architetture”.
Il 5 giugno il programma proporrà “Bianchi, Rossi, Gialli e Neri” di Paolo Capodacqua, ispirato a Rodari, il laboratorio “Raccontare in musica”, lo spettacolo “Le avventure di un pulcino nel cosmo” e, in serata all’Anfiteatro Catalano, Debora Caprioglio in “Non fui gentile, fui Gentileschi”, monologo dedicato ad Artemisia Gentileschi.

Il festival proseguirà il 12 giugno con il trekking urbano “Tra cielo e pietra”, lo spettacolo di Pippo Franco “Il grande viaggio: il suono e la parola” e l’osservazione astronomica. Il 13 giugno, invece, il pubblico sarà condotto sul Monte Cocuzzo con “La montagna che guarda il mare”, esperienza immersiva tra natura, paesaggio e cielo stellato.
Il 17 giugno il centro storico diventerà laboratorio con il “Living lab per il patrimonio culturale”, mentre in serata Paola Quattrini porterà in scena “Il potere di un no”, dedicato alla figura di Franca Viola e alla sua rivoluzione civile contro il matrimonio riparatore.

Gran finale il 20 giugno con “Il timone e il vento”, spettacolo dedicato a un Shakespeare emotivo e contemporaneo, e con Giorgio Colangeli, protagonista all’Anfiteatro Catalano di “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, accompagnato da Tommaso Cuneo. A chiudere la rassegna sarà il video mapping finale, ultimo respiro di luce su un borgo che, per settimane, avrà trasformato pietre, strade e paesaggi in racconto.