Serie D

Messina, il giorno più nero: pari a Ragusa e retrocessione in Eccellenza

Il baratro si è aperto davvero. Il Messina saluta la Serie D e precipita in Eccellenza al termine di una stagione drammatica, conclusa nel peggiore dei modi sul campo di Ragusa nel playout decisivo. Ai biancoscudati serviva soltanto vincere per mantenere la categoria, ma il risultato non è arrivato: lo 0-0 maturato dopo 120 minuti di tensione, nervosismo e disperazione condanna i peloritani alla retrocessione.

Una partita infinita, spigolosa e nervosa, giocata più sulla paura che sulla qualità. Il Messina ha provato a fare la gara, spinto dall’obbligo di trovare il gol salvezza, ma si è scontrato contro un Ragusa compatto, disposto a tutto pur di difendere il pareggio che significava permanenza in categoria. Nel finale e nei supplementari il clima si è ulteriormente acceso, tra continui spezzettamenti del gioco, palloni lanciati in campo dalla panchina locale per rallentare le azioni avversarie e proteste sempre più accese da parte dei biancoscudati.
L’episodio che farà discutere arriva a dieci minuti dalla fine dei tempi regolamentari, quando Bosia trova la rete che avrebbe potuto cambiare il destino della stagione messinese. L’arbitro però annulla per posizione di fuorigioco su colpo di testa da calcio piazzato, scatenando rabbia e proteste della formazione siciliana.

Nel corso della gara il Messina ha creato diverse occasioni, trovando però davanti a sé un portiere del Ragusa in stato di grazia. Decisiva soprattutto l’ultima parata, praticamente a tempo scaduto, sulla conclusione di Roseti che avrebbe potuto regalare una salvezza insperata ai giallorossi.
Al triplice fischio esplode la festa del Ragusa, mentre per il Messina resta soltanto il vuoto di una retrocessione pesantissima. Una caduta che rappresenta il fallimento totale della stagione e che inevitabilmente apre interrogativi enormi sul futuro del club.

Disastroso il bilancio della gestione targata Davis-Pagniello, subentrata all’inizio dell’annata tra mille difficoltà. Certamente pesano come macigni i 14 punti di penalizzazione che hanno accompagnato il campionato dei biancoscudati, ma nel girone di ritorno il Messina ha progressivamente dilapidato tutto quanto costruito nella prima parte di stagione sotto la gestione tecnica precedente, quella di mister Romano, del direttore sportivo Martello e del dirigente Munaò.
La partenza ritardata, una squadra costruita in pochissime ore senza preparazione estiva e le energie spese nei primi mesi hanno finito per presentare il conto. Nella seconda metà del campionato il Messina non è mai riuscito a reagire davvero, sprofondando lentamente fino all’epilogo di Ragusa.

Nell’altro playout del Girone I, invece, sorride la Calabria: la Vibonese supera 1-0 l’Acireale grazie al gol di Carnevale e conquista una salvezza che appena un mese fa sembrava quasi impossibile.