Nel cuore della Calabria, a Cicala (Catanzaro), c’è un luogo speciale in cui la Pasqua assume un significato ancora più profondo. È CasaPaese, dove la Lory Volley Pizzo ha rinnovato un appuntamento fatto di umanità, condivisione e autentiche emozioni.
C’è un luogo che, anno dopo anno, è diventato “magico” per la Lory Volley Pizzo. È CasaPaese, realtà unica nel suo genere, dove lo sport incontra i valori più autentici della vita. Anche questa Pasqua, il club napitino ha voluto esserci, portando con sé non solo il tradizionale uovo solidale, ma soprattutto un messaggio forte: l’amore resta il vero motore di tutto.
Una delegazione delle formazioni impegnate nei campionati di Serie B2, Serie C e Prima Divisione Fipav ha fatto visita agli ospiti della struttura, vivendo un momento intenso, fatto di sorrisi, abbracci e condivisione. Non una semplice consegna, ma un’esperienza capace di lasciare il segno.
“Siamo qui per porgere un sorriso agli ospiti di CasaPaese, ma in realtà siamo noi a ricevere tantissimo. Siamo venuti per donare e torniamo a casa con emozioni che porteremo a lungo nei nostri cuori”, così Alessia Marcello racconta l’esperienza vissutra pasquale a Casa Famiglia.
Accanto alle atlete e ai dirigenti della Lory Volley Pizzo, anche due figure di rilievo del panorama pallavolistico: Carmelo Sestito, presidente regionale della Federazione Italiana Pallavolo, e Gianni Avalle, fratello dell’indimenticabile Simonetta, cui nei giorni scorsi è stato dedicato un torneo a Rossano. Una partecipazione che testimonia la vicinanza dell’intero movimento del volley a iniziative che mettono al centro la persona.
CasaPaese, guidata dalla presidente Elena Sodano, rappresenta un modello innovativo di accoglienza, fondato su percorsi che superano i protocolli tradizionali e puntano tutto sulla dimensione umana, sull’affetto e sulla relazione. Un contesto che ha saputo ancora una volta accogliere e ispirare.
Per la Lory Volley Pizzo, questa giornata non è stata solo un gesto di solidarietà, ma anche un momento di crescita per le giovani atlete, chiamate a confrontarsi con valori profondi e autentici. Perché, come dimostrato ancora una volta, lo sport non è solo competizione, ma anche educazione, empatia e condivisione.
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