L'intervento

Qualità della vita degli anziani, Vibo Valentia ultima in Italia: fragilità sociale e servizi carenti

Ancora una volta Vibo Valentia si ritrova in fondo ad una classifica nazionale sulla qualità della vita. Secondo l’indagine 2026 elaborata da Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita per fasce generazionali, la provincia vibonese occupa infatti il 107° e ultimo posto nella graduatoria dedicata agli over 65. In cima alla classifica svetta invece Trieste, davanti a Trento e Milano.
La fotografia restituita dall’indagine racconta un’Italia sempre più divisa tra Nord e Sud, con il Mezzogiorno che continua a occupare stabilmente le retrovie nelle classifiche relative a servizi, welfare, opportunità sociali e assistenza agli anziani. Non a caso, insieme a Vibo Valentia, nelle ultime posizioni figurano anche altre realtà calabresi come Cosenza e Reggio Calabria.

Il divario territoriale sempre più evidente

L’indagine del Sole 24 Ore evidenzia come il benessere degli anziani sia strettamente collegato alla presenza di servizi territoriali efficienti, assistenza sanitaria diffusa, reti sociali attive, mobilità urbana accessibile e opportunità culturali. Elementi che nelle province del Nord risultano generalmente più sviluppati rispetto a molte aree del Sud Italia.

Nel caso di Vibo Valentia, il dato assume una valenza ancora più profonda dal punto di vista sociologico. Il territorio vibonese, infatti, vive da anni una progressiva crisi demografica e sociale: i giovani emigrano verso altre regioni o all’estero, mentre aumenta il numero degli anziani che rimangono soli, spesso senza una rete familiare stabile o servizi di supporto adeguati.

A pesare sono soprattutto la carenza di assistenza domiciliare, la difficoltà di accesso ai servizi sanitari territoriali, le lunghe liste d’attesa, il depotenziamento della medicina di prossimità e la scarsità di strutture dedicate alla terza età. Problematiche che diventano ancora più evidenti nei piccoli centri dell’entroterra vibonese, dove l’isolamento sociale rischia di trasformarsi in una vera emergenza silenziosa.

Anziani sempre più soli e welfare fragile

L’invecchiamento della popolazione rappresenta oggi una delle principali sfide sociali italiane. I dati Istat riportati nell’indagine parlano di una crescita costante degli over 65 nel prossimo decennio, soprattutto nelle aree meridionali colpite dallo spopolamento giovanile.
Nel territorio vibonese questo fenomeno si intreccia con altre criticità storiche: trasporti pubblici insufficienti, ridotta presenza di centri aggregativi, difficoltà economiche diffuse e una rete di servizi sociali spesso sottodimensionata rispetto ai bisogni reali della popolazione.

Molti anziani, soprattutto nei comuni interni delle Serre e del Poro, vivono quotidianamente condizioni di solitudine e fragilità. In diversi casi l’assistenza ricade interamente sulle famiglie, che però devono fare i conti con precarietà lavorativa, emigrazione dei figli e scarsità di sostegni pubblici.

Non solo classifiche: serve una riflessione sul futuro del territorio

Il dato emerso dalla classifica non può essere letto soltanto come una bocciatura statistica. È piuttosto il segnale di una questione sociale profonda che riguarda il futuro stesso del territorio.

Eppure, Vibo Valentia possiede anche enormi potenzialità: una forte dimensione comunitaria, una qualità ambientale elevata, ritmi di vita meno frenetici rispetto alle grandi città e un patrimonio umano ancora molto radicato. Ma senza investimenti strutturali su sanità, servizi sociali, assistenza domiciliare e politiche per l’invecchiamento attivo, il rischio è quello di vedere aumentare ulteriormente il divario con il resto del Paese.
La sfida, oggi, non è soltanto vivere più a lungo, ma garantire agli anziani una vita dignitosa, autonoma e socialmente inclusa. Ed è proprio su questo terreno che territori come quello vibonese sono chiamati a una riflessione urgente.