Serie D

Reggina, un pari di rimpianti: col Savoia è 1-1 tra blackout iniziale e grande reazione

FOTO: REGGINA 1914

Un pareggio che non fa male a nessuno? Forse. Un pareggio che sa di rimpianto per gli amaranto? Sicuro. Reggina e Savoia si prendono solo un punto a testa nello scontro diretto che certifica la loro caratura, ma che fa capire come ci sia ancora qualcosa di incompiuto in entrambe. Dopo un primo tempo di marca prepotentemente campana e una ripresa a tinte decisamente amaranto, sia l’una che l’altra contendente avrebbero potuto ottenere di più. Viene da mangiarsi le mani per quello che poteva essere e non è stato per gli uomini di Torrisi che, dopo aver superato un iniziale momento di apnea, avevano ripreso la partita con il pari di Ferraro e con una grande reazione di forza e orgoglio, ma non sono riusciti ad andare oltre a una traversa, qualche decisione arbitrale quantomeno discutibile e una presenza sotto porta a tratta non convincente. Si interrompe così a nove la striscia di vittorie consecutive, ma Barillà e compagni potranno comunque continuare a lottare per un primo posto che dista sempre due lunghezze, complice il pareggio della capolista Igea Virtus. Non tutto il male vien per nuocere, insomma. E quindi, non tutti i pareggi vengono per nuocere.

AMARANTO SMARRITI Iniziare peggio sarebbe stato difficile. Il primo tempo della Reggina è stato un film dell’orrore, uno di quelli che forse non ti fanno paura ma di certo ti lasciano con strane sensazioni. Il Savoia subito aggressivo e pericoloso, una pioggia di calci d’angoli contro in rapida successione (4 in 15′) e l’infortunio di Di Grazia dopo neanche mezz’ora di partita, costretto al cambio dopo uno scontro di gioco che ha messo a dura prova la sua gamba sinistra. E ovviamente, immancabile, il gol subito. Ecco perchè fare peggio sarebbe stato compito alquanto arduo, dicevamo. La narrazione della partita ha il suo reale inizio intorno al 7′ quando Ragusa entra in area di rigore dalla destra. Un difensore prova a fermarlo in scivolata e devia il pallone con il braccio. Per l’arbitro non c’è nulla da segnalare e sul capovolgimento di fronte in contropiede Reis si ritrova involato verso la porta, venendo fermato prima del tiro a botta sicura da Laaribi che si rifugia in angolo.

Proprio da tale corner deve superarsi Lagonigro con una parata tutta reattività ed istinto sull’inserimento pericoloso di Vaccaro, abile a colpire di interno dal limite dell’area piccola. La pressione è troppo asfissiante per non trasformarsi in vantaggio e ciò accade – guarda tu – da calcio d’angolo al 12′. La difesa amaranto non è attenta, usiamo un eufemismo, in marcatura e si perde goffamente Umbaca, libero di colpire proprio nel bel mezzo dell’area di rigore con una girata di testa ad insaccarsi in rete. La partita del Savoia è di un’intelligenza tattica e mentale degna di nota. Dopo aver schiacciato gli avversari nella propria metà campo e aver raggiunto il vantaggio, l’assetto campano ha vissuto un cambiamento verso una propensione difensiva che ha sì chiuso ogni possibile spazio di manovra amaranto ma non ha precluso opportunità di rapide offensive in contropiede. In una situazione di così complicata gestione, la Reggina ha avuto più possesso palla ma senza saperlo sfruttare più di tanto. Poco movimento senza palla e nessuna conclusione verso lo specchio della porta. Eppure in pieno recupero il pareggio era stato trovato. Una rovesciata clamorosamente stupenda di Ferraro su cross pennellato di Edera. Peccato che la bandierina dell’assistente si è alzata per segnalare fuorigioco facendo esplodere le proteste generale. Difficile giudicarlo dall’alto, più facile sottolineare come il film dell’orrore abbia anche avuto la beffa quando tutto sembrava essersi riequilibrato. I registi del genere sicuramente apprezzeranno, almeno loro.

RISCOSSA DI CARATTERE Adesso fate un bel esercizio di fantasia che forse vi sembrerà una presa in giro, ma tant’è. Facciamo finta che, finito il primo tempo del film dell’orrore, uscite dalla sala per prendere i popcorn e al rientro sbagliate sala. Stanno dando un film d’azione tutto adrenalina ed emozioni forti, altro che horror. Decidete di restarci ed è tutta un’altra cosa, anche perchè al 5′ della ripresa segna Ferraro, riscattandosi dalla gioia strozzata della rovesciata. Stavolta è una girata di testa da attaccante vero a trafiggere Iuliano, riacciuffare il pareggio e far esplodere il Granillo. Da quel momento in poi in campo c’è solo la Reggina. Il Savoia non può far altro che provare ad attutire l’onda d’urto di una squadra galvanizzata da gol e ambiente. I padroni di casa sfiorano il vantaggio al 16′ con una punizione stampatasi sulla traversa a firma Ragusa. Al 20′ inaspettatamente potrebbe colpire in contropiede la formazione campana, se non fosse per una puntuale uscita di Lagonigro.

Peccato che sul pallone si fionda in scivolata Umbaca che prende in pieno al costato il portiere amaranto. Per l’arbitro non c’è nulla da segnalare facendo esplodere, anche qui, polemiche e proteste. Un fuoco agonistico che arde, ma si spegne poco dopo non facendo registrare più azioni pericolose ne tanto meno offensive degne di nota. La Reggina, a differenza di un Savoia più votato alle perdite di tempo e a mantenere il pari, ha dimostrato fino alla fine la voglia di vincerla, con la testa alta e la voglia di andare in porta fino all’ultimo istante. Stavolta, però, non ha funzionata la manovra corale quasi mai capace di creare con continuità pericoli all’indirizzo di Iuliano. Questo il più grande rammarico, ma c’è da salvare con convinzione e consapevolezza l’ottima reazione della squadra dopo un primo tempo da dimenticare. La grinta e il carattere non mancano, caratteristiche che torneranno certamente utili nel prossimo futuro.

REGGINA-SAVOIA 1-1

Marcatori: 12′ Umbaca (S), 50′ Ferraro (R)

REGGINA (4-2-3-1): Lagonigro; Giuliodori (76′ Lanzillotta), D. Girasole, R. Girasole (87′ Adejo), Distratto; Fofana, Laaribi; Ragusa, Mungo (80′ Barillà), Di Grazia (31′ Edera); Ferraro (72′ A.Guida). A disposizione: Summa, Salandria, Lanzillotta, Porcino, Macrì. All: Torrisi.
SAVOIA (3-4-2-1): Iuliano; Forte, Checa, Vaccaro; Schiavi (87′ Boli), Pisacane (76′ Sellaf), Ledesma, Fiasco (57′ Bitonto); Umbaca (68′ Meola), M.Guida; Reis (76′ Munoz). A disposizione: De Lorenzo, Nussbaumer, Frasson, Cadili. All: Catalano.
Arbitro: Ammannati di Firenze. Assistenti: Scorrano di Lecce e Eltantawy di Chiaro.
NOTE: Ammoniti: Fiasco (S), Di Grazia (R), Giuliodori (R), Laaribi (R), R.Girasole (R), Pisacane (S). Recupero: 2′ pt, 7′ st. Spettatori: 6.801 di cui 600 ospiti