Sudare sette camice per battere l’ultima in classifica non è il miglior biglietto da visita per sperare di andare in Serie C. Metteteci dentro fischi, nervosismo e squadra che non gira per niente al mondo e avrete un pomeriggio da forte mal di testa. Eppure il risultato dice altro, dice 2-0 per la Reggina con gol di Di Grazia e Ragusa. Tre punti che tengono accesa la lotta al vertice, ma tranne l’esito finale c’è poco da stare allegri. Onore al Paternò che per almeno un tempo non è affatto apparsa ultima della classe, mentre gli amaranto evitano il tonfo e vanno avanti senza certezze e con molti dubbi.
PURA DELUSIONE Iniziamo dalla metà, ovvero dall’istante in cui l’arbitro decreta la fine del primo tempo. Esattamente quando una pioggia assordante di fischi ricopre i calciatori amaranto, protagonisti di una prestazione alquanto insufficiente. Statica, lenta, poco lucida e sulle gambe la Reggina. Il Paternò si difende con ordine e un rigore tattico che non rispecchia certamente la propria posizione di classifica. In ripartenza – complici le difficoltà amaranto – è anche pericolosa, meritando in diverse occasioni un vantaggio che non arriva per questione di dettagli. Facile capire il perché dell’insoddisfazione del pubblico. Già al quarto d’ora Distratto perde un pessimo pallone in fase d’impostazione dal basso. Ne approfitta Lucca che scheggia la traversa dal limite dell’area. Per i calabresi solo Palumbo abbozza qualcosa di interessante dalla sua fascia sinistra, soprattutto al 25’ quando, su cross, quasi induce all’autogol D’Aloia che per poco non inganna Lucatelli. Nemmeno tre minuti dopo e i fratelli Girasole confezionano una gran bella frittata, uscendo entrambi sul portatore di palla a centrocampo, mancando l’intervento e aprendo un buco grosso quanto una casa per Ferrandino. Involata verso la porta, l’ala destra dei siciliani potrebbe anche servire Zinnà – che dalla sinistra arriva lanciato e soprattutto smarcato – invece calcia addosso a Lagonigro graziando i goffi amaranto.
EPPUR SI MUOVE Archiviato il primo tempo da grande depressione, la ripresa si apre con poche novità tra le fila della spenta Reggina ma con un cambio di attitudine del Paternò. Pur riconoscendo i buoni propositi di inizio gara, alla lunga i siciliani non si sono più fatti vedere oltre la metà campo, se non dopo 5’ dall’avvio del secondo tempo, quando D’Aloia con un tiro a giro dal limite sfiora il secondo palo e finisce sul fondo. Con gli avversari totalmente innocui, gli amaranto aumentano lentamente i giri del motore. Più per inerzia che per altro e andando al piccolo trotto, la squadra di casa inizia ad abbozzare qualcosa di interessante. Come, ad esempio, il duetto tra Di Grazie e Ferraro (21’) con quest’ultimo a penetrare in area e a concludere altissimo. Più preciso di testa Barillà al 24’ che da cross mette di poco sopra la traversa. Si registra così un crescendo che va a concretizzarsi al 26’, quando una percussione per vie centrali di Ragusa trova la corta respinta di Lucatelli, sulla quale si fionda Di Grazia che da pochi passi spinge in rete. Sofferto, sudato e per certi versi non meritato, ma il gol per la Reggina arriva e sembra tutto più leggero. Le cose si mettono definitivamente in discesa quando Ragusa al 34’ realizza un calcio di rigore spiazzando il portiere dopo un fallo di mano commesso da Scalon. Non ci sono ulteriori indugi per scrivere la parola fine su una storia tutt’altro che esaltante, ma che almeno ha portato i tre punti alla Reggina. Hanno vinto anche Nissa e Savoia, le due capolista che continuano ad avere più possibilità di promozione dei fragili amaranto. Ancora due giornate di sofferenza e speranza, poi la parola fine la si scriverà anche sulla stagione regolare.
REGGINA-PATERNO’ 2-0
Reggina (4-2-3-1): Lagonigro; Giuliodori (30’ st Desiato), R. Girasole, D. Girasole, Distratto (38’ st Porcino); Salandria, Fofana; Edera (45’ pt. Di Grazia), Ragusa (36’ st Chirico), Palumbo (16’ st. Barillà); Ferraro. In panchina: Summa, Adejo, Guida, Macrì. All. Torrisi.
Paternò (4-3-3): Lucatelli; Brumat (28’ st Di Maria), Scalon, Fernandez, Moriceau (38’ st Ardizzone); D’Aloia, Lucca (38’ st Bari), Marchetti (42’ st Di Pietro); Ferrandino, Romano, Zinnà. In panchina: Smith, Cesani, Di Fazio, Ursino, Ababei. All. Millesi.
Terna arbitrale | Arbitro: Luigi Pica (Roma 1). Assistenti: Federico Monardo (Bergamo), Ruggero Marra (Torino).
Marcatori: 26’ st. Di Grazia (R), 33’ st Ragusa (R).
Note | Spettatori: 3.943 di cui nessun ospite. Ammoniti: Marchetti (P), Giuliodori (R), Romano (P), Desiato (R). Calci d’angolo: 9-1. Recupero: 0’ pt, 5’ st.
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