Il Girone I di Serie D rimane ancora con il fiato sospeso per situazioni extrasportive. Domenica si giocherà l’ultima giornata, ma la parola finale spetterà alla Giustizia Sportiva. Il campionato è arrivato al suo epilogo, con playoff e playout alle porte, si apre un fronte giudiziario che potrebbe riscrivere gli equilibri della stagione. Al centro della vicenda c’è il ricorso presentato da Sancataldese e Acireale, i cui legali, gli avvocati Alessandro Nostro e Salvatore Pirrello, hanno annunciato un’integrazione all’esposto già depositato presso la Procura Federale.
Nel corso della trasmissione “AmaranTalk” di Marco Pizzimenti, i due legali hanno parlato di “documentazione probatoria inoppugnabile”, capace – a loro dire – di determinare una svolta immediata. Una presa di posizione forte, accompagnata da una richiesta altrettanto netta: il blocco non solo dei playoff e playout, ma anche degli effetti dell’ultima giornata di campionato.
La linea dei legali: “Il Messina non doveva esserci”
Secondo l’impostazione difensiva illustrata dall’avvocato Nostro, il nodo sarebbe strutturale e non limitato a singoli episodi. Non si tratterebbe solo di irregolarità nei tesseramenti, ma di un vizio originario che coinvolgerebbe l’intera iscrizione del Messina al campionato.
“Se il problema è a monte – ha spiegato – il Messina sarebbe un intruso nel torneo”. Da qui la posizione drastica: l’unica sanzione coerente sarebbe l’esclusione dal campionato, escludendo quindi ipotesi come penalizzazioni o retrocessioni, considerate forme di “sanatoria” di una situazione ritenuta illegittima.
A rafforzare questa tesi è intervenuto l’avvocato Pirrello, che ha sottolineato come contratti, tesseramenti e iscrizione sarebbero stati firmati da un soggetto inibito, elemento che – se confermato – renderebbe nullo l’intero impianto amministrativo.
Il caso Aprile e l’origine dell’esposto
L’intera vicenda, secondo quanto ricostruito, nasce dal tesseramento del calciatore Aprile, avvenuto – sempre secondo i legali – dopo la prima giornata di campionato, con conseguente utilizzo in campo senza regolare posizione.
Da qui l’approfondimento che avrebbe portato a un quadro più ampio, fino a mettere in discussione l’intera regolarità dell’iscrizione del club peloritano.
“Bastano pochi minuti per verificare”
Un passaggio chiave riguarda la natura delle prove. Nostro ha parlato di indagine esclusivamente documentale, sottolineando come la verifica sarebbe semplice e immediata: “Bastano pochi minuti per controllare”.
Pirrello ha ribadito lo stesso concetto, indicando nella documentazione federale già esistente la chiave per chiarire tutto: basterebbe verificare chi ha firmato gli atti ufficiali e in quale condizione giuridica.
Tempistiche e possibile intervento immediato
Sul fronte dei tempi, i legali indicano una finestra molto ravvicinata. Tra una settimana e dieci giorni potrebbe arrivare una definizione, con la possibilità concreta di interventi urgenti per garantire la regolarità della competizione.
È stata inoltre avanzata una richiesta di provvedimenti immediati ai sensi dell’articolo 119 del Codice di Giustizia Sportiva, che potrebbe portare a uno stop cautelare della post-season.
Secondo quanto dichiarato, già tra lunedì e martedì potrebbero emergere i primi sviluppi, aprendo scenari potenzialmente dirompenti per l’intero girone.
Un finale di stagione tutto da riscrivere?
La vicenda resta in evoluzione e, al momento, tutto è nelle mani della Procura Federale. Tuttavia, se le accuse dovessero trovare riscontro, le conseguenze sarebbero pesantissime: dalla revisione delle omologazioni fino a una possibile riscrittura della classifica.
Il campo domenica emetterà i suoi verdetti, ma la partita – questa volta – potrebbe giocarsi anche negli uffici della giustizia sportiva. E potrebbe cambiare tutto.
Fonte: dichiarazioni degli avvocati Alessandro Nostro e Salvatore Pirrello durante la trasmissione “AmaranTalk” di Marco Pizzimenti.
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