L’ex direttore sportivo della Vibonese, Ettore Meli, oggi attento osservatore del calcio dilettantistico, ha tracciato un’analisi approfondita sull’attuale stagione di Serie D, soffermandosi in particolare sul Girone I, che conosce molto bene per esperienze dirette e rapporti consolidati con diversi club del Sud.
Secondo Meli, il livello generale del girone è inferiore rispetto al passato.
“Non me ne voglia nessuno, ma il livello tecnico è davvero scadente. Trent’anni fa c’erano giocatori con personalità e carattere, oggi si cerca il ‘maestro’, l’allenatore bravo nella gestione e nella tattica, ma in campo si vedono poche idee. Ho assistito a partite dove non si sono riusciti a fare tre passaggi consecutivi.”
Un giudizio severo, ma dettato dall’esperienza e da una conoscenza profonda delle dinamiche del calcio dilettantistico. “Spesso lo schema ricorrente è quello del portiere che lancia lungo dopo pochi tocchi: mancano qualità, coraggio e mentalità. E questo vale per gran parte delle squadre che ho avuto modo di vedere.”
Gli allenatori che convincono
Meli, però, non risparmia elogi a chi, nonostante le difficoltà del contesto, sta riuscendo a distinguersi. “Ci sono allenatori preparati e di valore, che stanno facendo la differenza: Raimondo Catalano al Savoia, Raffaele Esposito alla Vibonese e Massimo Agovino, appena arrivato alla Gelbison, sono tecnici capaci, con idee moderne e personalità.”
Tre figure che, secondo l’ex dirigente, rappresentano oggi l’espressione più interessante di un girone che necessita di maggiore competenza e di una visione calcistica più evoluta.
Le favorite e il peso del mercato invernale
Sulla corsa alla promozione, Meli sottolinea come la classifica cortissima renda il campionato ancora apertissimo. “Basterebbe poco per cambiare volto alla stagione. Il girone di ritorno è un altro campionato: chi saprà rinforzarsi bene a dicembre, anche con pochi ritocchi mirati, potrà svoltare.”
Tra le squadre favorite, l’ex direttore sportivo inserisce Nissa, Reggina, Gelbison, Savoia, Vibonese e Igea Virtus, ma precisa che molto dipenderà dalle scelte societarie.
“Il punto è capire chi vuole davvero vincere e chi è pronto per affrontare la Lega Pro, che è un altro mondo sia dal punto di vista economico che organizzativo. Ci vuole solidità e programmazione.”
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