Cultura

Vibo celebra Verdi: Agimus presenta la stagione concertistica 2026

Sedici appuntamenti da febbraio a dicembre: un omaggio al Maestro nel 125° anniversario dalla scomparsa

Un anno intero di musica, ascolto e memoria, nel segno di Giuseppe Verdi. È stata presentata ieri mattina, nella sede del Comune di Vibo Valentia, la stagione concertistica 2026 promossa da Agimus e patrocinata dal Comune e dal Ministero della Cultura, un cartellone che si annuncia come uno dei momenti culturali più attesi della città.

Alla conferenza stampa hanno preso parte il sindaco Enzo Romeo, l’assessore alla Cultura Stefano Soriano e il direttore artistico di Agimus Andrea Brissa, che hanno illustrato i contenuti e lo spirito della rassegna, intitolata “Vibo Verdiana”: un titolo che racchiude già l’intenzione del progetto, dedicato al grande compositore in occasione dei 125 anni dalla sua scomparsa.

Sedici concerti tra Valentianum e Vibo Marina

Il calendario prevede 16 appuntamenti, dal 6 febbraio al 29 dicembre, con una programmazione distribuita lungo tutto l’anno. Cuore della stagione sarà l’Auditorium del Valentianum, scelto come spazio principale della rassegna, con alcune tappe previste anche a Vibo Marina, in un’idea di cultura che si muove e raggiunge luoghi diversi della città.

Una scelta che rafforza la missione della stagione: non limitarsi a un evento isolato, ma costruire un percorso continuo, capace di accompagnare il pubblico per mesi e di rendere la musica un appuntamento stabile.

Musica come identità e continuità culturale

L’assessore Stefano Soriano ha evidenziato il valore della stagione anche rispetto alle edizioni precedenti, sottolineando come si tratti di un’evoluzione in crescita:
una rassegna più ampia, più strutturata e con una forte attenzione al territorio, grazie al coinvolgimento di numerosi giovani musicisti calabresi e vibonesi.

La musica, in questa visione, non è semplice intrattenimento ma elemento identitario, capace di creare comunità e offrire continuità culturale. Un patrimonio da sostenere e coltivare, soprattutto in contesti dove la sensibilità musicale è tradizionalmente viva.

Giovani talenti e interpreti affermati: il mix vincente di Agimus

Uno degli aspetti centrali di “Vibo Verdiana” è la vocazione alla valorizzazione delle nuove generazioni, un tratto distintivo che Agimus porta avanti da anni. Il direttore artistico Andrea Brissa ha ribadito l’idea di un palco aperto a chi ha realmente qualcosa da raccontare: giovani interpreti già premiati, affiancati da musicisti di esperienza, in un dialogo tra presente e tradizione.

Ad arricchire la stagione sarà anche la varietà di generi e proposte, pensata per coinvolgere un pubblico ampio e trasversale. E non è un dettaglio: Vibo Valentia, come ricordato dallo stesso Brissa, conserva una spiccata attenzione verso la musica lirica, e il richiamo a Verdi non poteva che essere una scelta naturale, oltre che simbolica.

Verdi, 125 anni dopo: un omaggio che parla ancora al presente

Celebrare Verdi significa parlare non solo della storia della musica, ma anche di una parte fondamentale dell’identità culturale italiana. Nel 125° anniversario dalla sua scomparsa, la scelta di dedicare un’intera stagione concertistica al compositore assume il valore di un omaggio vivo, non museale, perché la grande musica continua a interrogare il presente, a emozionare e ad educare all’ascolto.

“Vibo Verdiana” si propone così non come un semplice tributo, ma come un’occasione per rinnovare il rapporto tra pubblico e repertorio, offrendo un’esperienza culturale che unisce bellezza, memoria e formazione.

Un’offerta culturale stabile lungo tutto l’anno

A chiudere la presentazione è stato il sindaco Enzo Romeo, che ha evidenziato come la stagione rappresenti un evento altamente qualificante per la città: un progetto che arricchisce l’offerta culturale con appuntamenti costanti e che rafforza l’immagine di una Vibo Valentia capace di produrre cultura ogni giorno, con una linea chiara e coerente.

Per favorire la partecipazione e rendere i concerti realmente accessibili, l’ingresso sarà consentito con un contributo simbolico di 5 euro, scelta che conferma l’obiettivo di una musica vicina al pubblico e non riservata a pochi.