Serie D

Vibonese, Capodicasa dopo Milazzo: «Correggere gli errori e puntare alla salvezza»

La sconfitta di Milazzo, maturata nella 24ª giornata del campionato di Serie D, ha riaperto con forza il tema della fragilità della Vibonese sulle palle inattive, con ben 18 gol in stagione subiti in queste fasi di gioco. Un 4-0 pesante, ma che – come sottolineato dal tecnico rossoblù Antonello Capodicasa – non racconta fino in fondo l’andamento della gara nelle fasi di gioco. Con cinque punti di vantaggio sulla zona play out e due sfide consecutive al Luigi Razza contro Gelbison e Savoia, la Vibonese è entrata nella fase più delicata della stagione.
Ecco l’analisi dell’allenatore rossoblù.

Capodicasa, che partita è stata contro il Milazzo?
«Abbiamo visto due partite nella stessa gara. Nelle situazioni di gioco normale le squadre si sono equivalse e in alcuni momenti abbiamo fatto anche meglio noi. Sulle palle inattive, invece, ci hanno praticamente annichiliti, sia a favore loro che nelle nostre».

Un problema che si ripete?
«Sì, è una costante dall’inizio dell’anno. Con quelli di domenica siamo a 18 gol subiti da palla inattiva. È un dato che dice tutto. Lo sapevamo anche perché il Milazzo è una delle squadre che sfrutta meglio queste situazioni, ma evidentemente non abbiamo lavorato abbastanza su questo fondamentale».

📷 Cosimo Formica / SS Milazzo Fb

La gara si è indirizzata subito in favore dei mamertini con tre gl im mezz’ora…
«Nei primi 25 minuti hanno avuto tre palle gol nate tutte da fermo e questo ci ha condizionati. Anche il quarto gol, al novantunesimo, nasce da una nostra palla inattiva a favore. Questo significa che non è solo una questione di marcature, ma di attenzione e di come si resta dentro l’azione quando sembra finita».

La squadra ha dato tutto o ha qualcosa da rimproverare ai suoi ragazzi?
«Ho visto i ragazzi uscire dal campo con le facce nel fango, irriconoscibili per quanto avevano dato. Ed è questo il rammarico più grande: perdere così per un dettaglio. Prendere gol a difesa schierata fa ancora più male».

È più un problema mentale o tecnico?
«Entrambi. La concentrazione sulle palle inattive è fondamentale e i ragazzi devono isolarsi da tutto il resto. Ma non basta: se le proviamo solo il sabato non è sufficiente. Dovremo lavorarci anche il giovedì e il venerdì, togliendo tempo ad altro e restando di più sul campo».

Quindi più lavoro specifico?
«Io credo tantissimo nel lavoro. Se serve staremo in campo fino a mezzanotte. Evidentemente quello che facciamo non basta e dobbiamo aumentare i tempi e provare nuove soluzioni».

Dal punto di vista tattico cosa cambierà? Marcatura a uomo o a zona?
«Prima del mio arrivo la squadra ha provato a zona con il castello, poi a uomo. Io ho lasciato inizialmente le cose com’erano, scegliendo la marcatura a uomo con due o tre giocatori a zona quando l’avversario lo consente. Ma possiamo provare altro. Tutto dipende dalle caratteristiche dei giocatori».

📷 Cosimo Formica / SS Milazzo Fb

In che senso?
«Quando hai una difesa molto strutturata fisicamente puoi difendere a zona e attaccare la palla. Noi non siamo una squadra con grandissima fisicità, tranne quattro o cinque elementi. In questi casi spesso si cerca di fare in modo che non la prenda né tu né l’avversario. Ma dobbiamo provare tutte le soluzioni possibili perché qui c’è da salvare la Vibonese».

In un momento societario complicato, con chi si confronta?
«Noi siamo dipendenti e non abbiamo più figure dirigenziali. Il riferimento, per alcune cose, è il dottor Putrino indicato dal sindaco come commissario. Per il resto lavoriamo con lo staff e con i dipendenti della società, dalla segreteria all’ufficio stampa: persone eccezionali che però non sono dirigenti. Facciamo quadrato e pensiamo solo al campo».

Sugli ultimi arrivi: perché Catasus e Marchetti?
«Catasus lo conoscevo benissimo perché era con me a Latina, aggregato alla prima squadra. Quando è arrivata la segnalazione ho avallato subito l’operazione. Marchetti è un giocatore molto conosciuto nella categoria: con la partenza all’ultimo di Marafini, a mercato chiuso, c’era poco da fare e siamo riusciti a tamponare. Entrambi ci stanno dando una mano».

Ora, nei prossimi due turni, arrivano Gelbison e Savoia al Razza. Quanto pesano queste partite?
«Pesano tantissimo, ma dobbiamo fare punti ovunque, anche fuori casa. Se ne esce con lavoro, abnegazione, volontà e con la grinta che i ragazzi stanno mettendo ogni giorno. La situazione societaria non la guardiamo: quando siamo al campo siamo in lockdown, quando andiamo via restiamo attaccati al computer a lavorare. Stiamo dando il massimo».