Una dichiarazione che pesa e che apre un fronte di riflessione sulla gestione della scorsa stagione rossoblù. L’ex direttore sportivo della Vibonese, Angelo Costa, parlando al giornalista Pascal Desiato, ha raccontato alcuni retroscena della sua esperienza a Vibo, soffermandosi in particolare su una richiesta arrivata dalla proprietà: cedere Mario Hernandez e altri elementi importanti della rosa per fare fronte alle spese.
È questo il passaggio più delicato delle parole dell’ex diesse, che aveva lasciato il club nel mese di gennaio. Costa ha definito la sua esperienza alla Vibonese come «una forzatura dell’ultimo momento», nata, secondo la sua ricostruzione, «con condizioni sbagliate».
Le sue parole sembrano segnare anche una rottura definitiva con il presidente Fernando Cammarata (detentore delle quote del 60 per cento del club), con il quale Costa aveva iniziato l’avventura in rossoblù. Un rapporto partito con l’idea di costruire un progetto pluriennale, ma poi progressivamente logorato da divergenze di visione, difficoltà gestionali e scelte societarie che l’ex direttore sportivo oggi mette apertamente in discussione.
Il nodo principale riguarda il rapporto con mister Raffaele Esposito e il cambio di equilibrio avvenuto nel corso della stagione. L’ex direttore sportivo ha spiegato che nella prima fase il lavoro con il tecnico era partito bene.
«Con mister Esposito? Cose che capitano. A inizio stagione i rapporti erano ottimi, eravamo primi in classifica con una squadra giovane», ha dichiarato Costa.
Poi, però, secondo quanto riferito dallo stesso ex direttore sportivo, qualcosa si sarebbe incrinato quando dalla società sarebbe arrivata la richiesta di intervenire sul mercato in uscita.
«Qualcosa si è sregolato quando n società mi hanno chiesto di vendere alcuni pezzi pregiati, come Mario Hernandez, per coprire le spese», ha dichiarato Costa.
Una frase forte, perché chiama direttamente in causa la società e la gestione economica del progetto. La richiesta di cedere Hernandez e altri elementi di valore della squadra, stando alla ricostruzione di Costa, avrebbe inciso sul clima interno e sulla stabilità tecnica di un gruppo che, in quel momento, stava ottenendo risultati importanti.
Il riferimento a Hernandez non è casuale: si trattava di uno dei profili più rilevanti della rosa, uno di quei giocatori in grado di spostare gli equilibri. L’eventuale necessità di sacrificare lui e altri “pezzi pregiati” avrebbe rappresentato un segnale chiaro delle difficoltà di gestione e della necessità di reperire risorse attraverso il mercato.
Costa rivendica comunque il lavoro svolto nella prima parte del campionato insieme allo staff tecnico. Il dato sottolineato dall’ex diesse è netto: «I 26 dei 35 punti totali li abbiamo fatti con la gestione Costa-Esposito. Alla fine ci devono solo ringraziare per la salvezza».
Un’affermazione che punta a ribadire il peso avuto dalla prima fase della stagione nel raggiungimento dell’obiettivo salvezza. Secondo Costa, infatti, la base costruita nei mesi iniziali sarebbe stata determinante per consentire alla Vibonese di mantenere la categoria.
Non manca un passaggio destinato a far discutere anche sul rapporto con la piazza. Costa ha chiarito di non aver mai avuto problemi con l’ambiente, aggiungendo però una considerazione sul peso attuale del nome Vibonese. «Con l’ambiente mai avuto problemi. Oggi Vibo ha un nome solo perché legata alla famiglia Caffo, altrimenti sarebbe una piazza normalissima».
Una frase che tocca la storia recente del club e il ruolo avuto negli anni dalla famiglia Caffo nella crescita della Vibonese e nella sua riconoscibilità nel panorama calcistico calabrese e nazionale.
Infine, Costa ha spiegato le ragioni dell’addio, sottolineando come la scelta di lasciare un progetto pluriennale sia maturata per motivi ambientali e professionali. «Lasciare un progetto pluriennale? Decisione facile: quando non stai bene in un posto lavori male».
Le parole dell’ex direttore sportivo arrivano in un momento già delicato per il futuro della Vibonese e riportano l’attenzione su alcuni nodi della scorsa stagione: la sostenibilità economica, la gestione del gruppo, le scelte di mercato e il rapporto tra area tecnica e proprietà.
Resta da capire se dal club arriveranno repliche o chiarimenti. Di certo, il passaggio sulla richiesta di cedere Hernandez e altri pezzi pregiati rappresenta il punto più significativo dell’intervista e riapre il dibattito su una stagione chiusa con la salvezza, ma segnata da tensioni e fratture interne.
- Miss Sorriso Calabria è di Palmi, a Settingiano vince Sofia Zoccoli
- Sant’Onofrio, dieci anni di attività: presentata la stagione 2026/27
- Capo Vaticano, selfie da brividi: si sporge dal promontorio e precipita, salvato in elicottero
- Atletica San Costantino protagonista a “La Normanna” di Mileto
- Vibo Marina, domenica 16 agosto arrivano i “Giochi senza Frazioni”

