Serie D

Vibonese, il tempo stringe: nodo quote ancora irrisolto e futuro in sospeso

La Vibonese ha conquistato la salvezza sul campo, ma la partita più delicata si gioca adesso fuori dal rettangolo verde. Il futuro del club rossoblù resta infatti appeso alla definizione dell’assetto societario, con un passaggio ormai diventato fondamentale: la convocazione dell’assemblea richiesta dai soci di minoranza per chiarire la situazione delle quote di maggioranza attualmente in possesso del presidente Fernando Cammarata.
Dalla soluzione di questo nodo dipende la costruzione della prossima stagione, la programmazione tecnica, la scelta definitiva della guida sportiva e, più in generale, la possibilità di restituire stabilità ad una società reduce da mesi complicati, vissuti tra tensioni interne, difficoltà di classifica e un finale di campionato ad alta pressione.

In questo scenario si muove anche l’ex presidente Pippo Caffo, figura storica e centrale dell’ambiente rossoblù, che starebbe lavorando per provare a risolvere la questione societaria e favorire una soluzione capace di garantire continuità e prospettiva alla Vibonese. Il suo eventuale ritorno ad un ruolo centrale nella maggioranza rappresenterebbe una strada ben precisa anche sul piano tecnico.

Secondo alcune voci, infatti, Danilo Fanello potrebbe restare sulla panchina rossoblù anche nella prossima stagione. Tuttavia, la sua conferma non può essere considerata automatica. Molto dipenderà dal futuro assetto societario: se la maggioranza dovesse tornare nelle mani di Caffo, Fanello sarebbe la scelta più naturale per dare continuità al lavoro iniziato. Se invece il club dovesse passare di mano, ogni valutazione potrebbe essere rimessa in discussione.

Resta intanto alla finestra la cordata di imprenditori guidata da Pasquale Fera, interessata a prendere in mano il futuro della Vibonese. Una disponibilità che, al momento, non si sarebbe però ancora tradotta in incontri ufficiali né con il sindaco Enzo Romeo, che a fine gennaio si era inserito nel discorso legato alla salvezza della squadra, né tantomeno con il club, ancora fermo in attesa che venga chiarita la questione delle quote.
Il tempo, però, corre. E nel calcio, soprattutto in Serie D, programmare in ritardo può trasformarsi in un handicap pesante. La Vibonese non può permettersi di restare ferma al palo dopo una stagione vissuta in apnea. Serve chiarezza, serve una decisione, serve soprattutto una guida capace di indicare una strada.

La salvezza ottenuta sul campo deve rappresentare un punto di ripartenza, non l’ennesima parentesi sospesa. Per questo il nodo societario va sciolto al più presto. Solo dopo si potrà parlare davvero di futuro, di panchina, di squadra e di ambizioni. Ma prima bisogna capire chi guiderà la Vibonese. E con quale progetto.