È cominciata ufficialmente questa mattina, nella sala stampa dello stadio Luigi Razza, la nuova avventura della Vibonese con Danilo Fanello in panchina. Il tecnico lametino si è presentato alla città e agli organi di informazione con parole chiare, dirette e cariche di responsabilità, consapevole del momento delicato che sta attraversando la squadra rossoblù.
Fanello è il terzo allenatore della stagione dopo Raffaele Esposito, sollevato dall’incarico a gennaio, e Antonello Capodicasa, con il quale la società ha interrotto il rapporto in maniera consensuale lunedì scorso in seguito alla pesante sconfitta interna contro la Gelbison. Una battuta d’arresto che ha rappresentato il punto di rottura di un percorso nel quale la Vibonese non è mai riuscita a trovare continuità e, soprattutto, una precisa identità di gioco.
Il nuovo tecnico ha fotografato subito lo stato d’animo dell’ambiente senza nascondersi dietro frasi di circostanza:
«La delusione della piazza è normale, ma adesso dobbiamo trasformarla in energia positiva. Qui non servono alibi, servono uomini pronti a lottare su ogni pallone».
Il primo obiettivo è ricompattare squadra e ambiente, riportando entusiasmo attraverso il lavoro quotidiano:
«Il pubblico torna dalla tua parte solo in un modo: sudando la maglia e facendo punti. Le chiacchiere non servono più».
Fanello ha già avuto un primo confronto con lo spogliatoio, trovando un gruppo consapevole delle difficoltà ma anche desideroso di reagire:
«Ai ragazzi ho detto una cosa semplice: una società può cambiare anche cento allenatori, ma in campo ci vanno i giocatori. La salvezza passa dai loro occhi, dalla loro fame».
Il tempo per incidere non è molto e per questo il tecnico ha parlato della necessità di lavorare su concetti semplici e immediati:
«Non possiamo stravolgere tutto in pochi giorni. Inseriremo poche idee, ma chiare. Voglio una squadra corta, aggressiva e con la voglia di non mollare mai, dal primo all’ultimo minuto».
Accanto al mister, il commissario straordinario Rino Putrino ha spiegato il senso della scelta, evidenziando la volontà di puntare su un profilo giovane e motivato, capace di entrare subito in sintonia con il gruppo. Un passaggio che si inserisce nel ritorno operativo del presidente Pippo Caffo fino a giugno, presenza che rafforza il momento societario e che guarda anche al futuro, con il centenario del club all’orizzonte e l’ambizione di arrivarci con un progetto solido.
Il presente, però, impone concretezza. La Vibonese deve cambiare passo e arrivare alla prossima sfida con il Savoia con un atteggiamento diverso e con qualche certezza in più sul piano del gioco, proprio quell’identità che è mancata nella gestione precedente e che ora Fanello è chiamato a costruire in tempi rapidissimi:
«Non prometto miracoli, prometto lavoro. E chi non se la sente di combattere per questa maglia può dirlo subito».
Dopo la conferenza stampa e il primo confronto con la squadra, nel pomeriggio il tecnico ha diretto il suo primo allenamento sul terreno di gioco del Luigi Razza, dando ufficialmente il via alla nuova era rossoblù. Da qui parte la missione più difficile e più importante: conquistare la salvezza e restituire dignità e orgoglio alla Vibonese.
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