L'intervento

Da Cotticelli al negazionista Zuccatelli, una pezza mal messa e a pagare sono i calabresi (video)

Iole Santelli avrà la faccia stranita anche lassù per quello che sta accadendo alla sua Calabria tinta dal rosso della maledizione del covid19.

Chissà cosa starà pensando oggi che finalmente la pentola della malasanità calabrese gestita dallo Stato è stata scoperchiata. Che così non andava, lo aveva scritto il 15 settembre a Conte: «È necessario che i calabresi sappiano che il governo si sta assumendo tutta le responsabilità della gestione sanitaria del Covid in Calabria e che la Regione è stata totalmente esautorata. Mi spiace dopo mesi di leale collaborazione, ne prendo semplicemente atto».

Una lettera a cui non è seguita risposta, mentre il commissario Cotticelli è rimasto al suo posto senza fare nulla. Eppure il generale dei Carabinieri in pensione era stato mandato in Calabria per risanare la sanità e, in piena emergenza, avrebbe dovuto predisporre un piano anticovid che non ha mai fatto.

Ci voleva Titolo Quinto su Raitre per fare venire fuori un inadempimento tanto grave e ancora di più esecrabile visto che la Calabria nel frattempo era stata calata per decreto nel girone dantesco della zona rossa, come fossero degli appestati e indisciplinati.

Chi doveva controllare il lavoro di Cotticelli e non l’ha fatto? Chi lo aveva nominato, ovvero Conte e la ministra Grillo prima, Conte e il ministro Speranza dopo. Se Raitre non avesse scoperto quello che stava succedendo nè Conte nè il suo ministro della Sanità avrebbero mai osato chiedere cosa si era fatto e cosa si stava facendo. Nulla, il silenzio.

Dunque la Calabria è stata precipitata per imperio da Roma nella zona rossa, non per comportamenti irresponsabili dei suoi cittadini, ma da comportamenti irresponsabili del Governo che hanno reso la regione ostaggio di varie follie istituzionali. Eppure Iole Santelli aveva provato a chieder lumi ed il suo, oggi, è un atto di accusa contro lo Stato che ha preso in ostaggio i calabresi dopo avere commesso errori su errori.

Errori che continuano oggi con la nomina a commissario della Sanità calabrese di Giuseppe Zuccatelli, il fenomenale nuovo commissario della sanità calabrese, scelto dal governo Conte su proposta dei ministri Speranza e Gualtieri. Lui che nel pieno dell’emergenza covid aveva tuonato: La mascherina? Non serve a niente. O che aveva dichiarato: “Per prendere il covid devi usare la lingua”. Senza contare che adesso, con la Calabria in zona rossa, Zuccatelli è positivo al test sul coronavirus e, per questo, ai giornalisti ha detto: ci sentiamo fra qualche giorno…

Tra qualche giorno? In piena emergenza?

Dalla padella alla brace. Speranza e Conte dovrebbero avere il coraggio di guardare in faccia i calabresi, chiedere scusa e dire: noi ce ne andiamo per manifesta incapacità.

Aveva ragione Iole, adesso spieghino di chi sono le responsabilità se la sanità calabrese è ridotta così male.

Quando Zuccatelli disse: Le mascherine non servono a un cazzo

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