Serie D

La Vibonese si presenta alla città: stasera piazza Diaz si tinge di rossoblù

Foto Moderna Grillo

VIBO VALENTIA – Una giornata importante. Il primo vero contatto, diretto e ufficiale, tra la nuova Vibonese, la città, la provincia e soprattutto i suoi tifosi. Questa sera, a partire dalle 19.30, i colori rossoblù invaderanno Piazza Diaz per la presentazione ufficiale della squadra che affronterà la stagione 2026/27.
Sarà il momento in cui la Vibonese targata Cosimo Vullo, con Rino Putrino presidente, costruita dal direttore sportivo Fabrizio Maglia e affidata alle cure tecniche di Sasà Marra, si mostrerà finalmente alla propria gente.
Uno dopo l’altro verranno presentati i protagonisti della nuova avventura: dirigenza, staff tecnico e calciatori. Volti vecchi e nuovi che, da questa sera, avranno anche un’identità agli occhi del grande pubblico e soprattutto una responsabilità comune: difendere la maglia rossoblù e provare a riportare entusiasmo attorno alla Vibonese.

Una Vibonese che non può nascondersi

La società mantiene un profilo basso. Nessun proclama e nessuna promessa fuori misura. La linea del presidente Rino Putrino e dell’intero nuovo corso è quella di lasciare parlare il campo. Eppure nascondersi serve fino a un certo punto.
Perché questa Vibonese è stata costruita con criterio e con ambizione e, secondo un sondaggio effettuato tra giornalisti e addetti ai lavori, viene collocata tra le prime tre squadre più forti del girone.

Naturalmente siamo ancora nel campo delle valutazioni estive. I pronostici di agosto non portano punti e spesso vengono ribaltati dal campionato. Ma rappresentano comunque un’indicazione significativa sulla considerazione che la nuova Vibonese si è già conquistata prima ancora dell’inizio delle partite ufficiali.
Il mercato condotto da Maglia ha acceso aspettative. A Marra spetta adesso il compito più delicato: trasformare individualità e qualità in una squadra vera, capace di avere continuità e soprattutto personalità.
Il club non pronuncia parole altisonanti. Ma l’impressione è evidente: questa Vibonese vuole tornare a contare.

Piazza Diaz, dove la Vibonese incontra la storia della città

E forse non poteva esserci luogo migliore per il primo abbraccio. La scelta è caduta sulla centralissima Piazza Diaz, uno degli angoli più iconici di Vibo Valentia, con la facciata di Santa Maria La Nova a trasformarsi in una straordinaria quinta naturale della serata.
Una chiesa che porta con sé oltre cinque secoli di storia.
Fu costruita nel 1521 con il nome di Santa Maria di Gesù per volontà di Ettore Pignatelli, una delle figure più importanti della storia di Monteleone. Conte e successivamente primo duca della città, Pignatelli fu viceré di Sicilia dal 1518 fino alla morte, avvenuta a Palermo nel 1535.
E il suo legame con Monteleone fu talmente profondo che volle essere sepolto proprio nella chiesa da lui voluta, dove aveva già fatto trasferire le spoglie del figlio Camillo in un sepolcro marmoreo realizzato da Antonello Gagini.

Accanto alla chiesa sorse il convento dei Frati Minori Osservanti, completando un complesso religioso destinato ad attraversare secoli di storia e profonde trasformazioni.
Successivamente quegli ambienti conobbero anche una destinazione militare, mentre oggi il complesso è stato restituito alla città con funzioni certamente più consone alla sua importanza storica e alla posizione che occupa nel cuore urbano.

E così, quasi simbolicamente, questa sera la storia di Vibo farà da scenario al futuro della Vibonese.

Alle 19.30 uno per uno i protagonisti

Ma quando arriveranno le 19.30, saranno soprattutto i colori rossoblù a prendersi la scena. Sarà il momento delle presentazioni, degli applausi, delle prime impressioni. Per molti calciatori sarà anche il primo vero contatto con quella tifoseria dalla quale, durante la stagione, si attenderanno sostegno, calore e magari anche quella spinta capace di fare la differenza nei momenti più complicati.
Non ci saranno punti in palio. Nessuna classifica da guardare e nessun risultato da commentare.
Ci sarà però qualcosa che nel calcio continua ad avere un valore enorme: il senso di appartenenza.

Perché una squadra può nascere nelle stanze del mercato, essere costruita dal direttore sportivo e modellata quotidianamente dall’allenatore. Ma diventa davvero la squadra di una città soltanto quando incontra la propria gente.
Questa sera toccherà alla nuova Vibonese. Alle 19.30, nel cuore della Vibo antica, Piazza Diaz si tingerà di rossoblù.