Serie D

Reggina, con la Nissa l’ultimo atto di una stagione da dimenticare

Ultimo atto della nefasta stagione 2025-2026, adesso ci siamo per davvero. Dopo aver chiuso la pesante stagione regolare con un deludente terzo posto e aver vissuto la surreale semifinale playoff da silenzio e indifferenza generale, la Reggina si trova davanti all’impegno conclusivo dell’annata: finale a Caltanissetta contro la Nissa. In palio? Un pugno di mosche e qualche minima speranza di ripescaggio. Il tutto condito dalla pesante insoddisfazione della piazza di Reggio in continua contestazione e una voglia di futuro che al momento è fatto di voci, procrastinazione e una lentezza che già comincia a complicare il prossimo campionato. E pensare che gli amaranto sono alla loro terza finale playoff consecutiva. A leggerlo così – di getto – sembra anche qualcosa di buono. Sembra, per l’appunto.

Oggi pomeriggio alle ore 16:00 in terra siciliana le due compagini proveranno a regalarsi la magra consolazione che spetta agli sconfitti della Serie D. Per la Reggina non incide l’essere fuori casa, dato che comunque al Granillo si sarebbe giocato con la protesta del tifo esattamente come domenica scorsa, in una partita vinta anche sorprendentemente bene dai ragazzi di Torrisi. Quel 1-0 sull’Athletic Palermo ha fatto capire come la squadra sia ancora sul pezzo, nonostante tutto.

Una circostanza che verrà riprodotta anche tra meno di ventiquattro ore: obiettivo chiudere con un successo, una vittoria che poco cambierebbe nel complesso, ma almeno darebbe l’impressione che questi calciatori non si meritavano poi così tante critiche. Facile intuire, quindi, come la testa dei giocatori sia focalizzata sul campo ma non è così per nessun altro componente che può dirsi vicino alla Reggina. La tifoseria, l’intera città di Reggio e chi più ne ha più ne metta, pensa solo a ciò che verrà dopo anche se nulla di buono sembra scorgersi all’orizzonte. La mossa da arrampicata sugli specchi legata al caso Messina è finita in un nulla di fatto, anche se – dopo l’inammissibilità del ricorso decreta dal Tribunale Federale Nazionale martedì scorso – il club amaranto si è riservato “l’intenzione di proporre reclamo dinanzi alla Corte Federale d’Appello”. La cessione del club, invece, accende il chiacchiericcio generale davanti all’ennesimo scenario da miraggio nel deserto del fondo americano in arrivo dal Nuovo Mondo per salvare la Reggina, come nemmeno lo sbarco in Normandia.

Cenni storici e sarcasmo a parte, bisognerebbe già iniziare a programmare la prossima stagione per evitare un’annata simile a quella che stancamente si sta trascinando alla fine. Dibattiti e discussioni in aria sembrano, però, avere maggiore attrattiva.

Veniamo per l’ultima volta in stagione alle ipotesi di probabile formazione. Non ci sono squalifiche e clamorose sorprese dall’infermeria. Oltre ai soliti infortunati PellicanòSartore e Bevilacqua, i non convocati sono: Canino, Fanari, Fomete, Lanzillotta, Panebianco Verduci. La grande novità è rappresentata dal rientro di Barillà in tempo, magari, per godersi gli ultimi minuti di quella che potrebbe essere il suo fine di carriera. Chissà se sarà l’ultima anche per Torrisi come allenatore amaranto, del resto i dubbi sul futuro non ci aiutano nemmeno in questo. Sarà quel che sarà, intanto ipotizzare gli stessi undici scesi in campo al Granillo domenica scorsa non è un azzardo. Ci sentiamo di accendere un unico vero ballottaggio, legato a RagusaEdera. Il primo non ha convinto per l’ennesima volta e, per di più, è stato sostituito al 60’ contro l’Athletic proprio dall’ex Torino che adesso potrebbe prenderne il posto già in avvio.

La probabile formazione della Reggina (4-2-3-1): Lagonigro; Giuliodori, R. Girasole, D. Girasole, Distratto; Laaribi, Fofana; Ragusa, Mungo, Di Grazia; Ferraro.