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Pirandello a Vibo Valentia: Pippo Pattavina porta in scena “Il piacere dell’onestà”

Un classico intramontabile del teatro italiano arriva a Vibo Valentia. Giovedì 12 marzo 2026, con inizio alle 21,00, il Teatro Comunale ospiterà “Il piacere dell’onestà” di Luigi Pirandello, interpretato dal maestro Pippo Pattavina e diretto da Guglielmo Ferro. Lo spettacolo, prodotto dall’Associazione culturale ABC, rientra nella stagione teatrale promossa da AMA Calabria, che continua a portare nel capoluogo vibonese grandi protagonisti della scena nazionale.
Accanto a Pattavina, monumento del teatro siciliano e interprete di straordinaria esperienza, salirà sul palco un cast di grande qualità composto da Francesca Ferro, Debora Bernardi, Riccardo Maria Tarci, Aldo Toscano, Giuseppe Parisi, Anastasia Caputo e Giampaolo Romania, quest’ultimo anche collaboratore alla regia.

La storia di Baldovino e l’ipocrisia della società

Al centro della vicenda c’è Angelo Baldovino, uomo ai margini della società che accetta di sposare per denaro Agata, una donna rimasta incinta di un marchese già sposato. Il matrimonio nasce come un accordo di convenienza, una soluzione per salvare le apparenze e mettere a tacere lo scandalo.

Baldovino però prende quell’impegno molto più sul serio di quanto si aspettino gli altri personaggi. Il suo rigore morale e il suo senso quasi ostinato dell’onestà finiscono per mettere a nudo tutte le contraddizioni e le ipocrisie dell’ambiente borghese che lo circonda. Così, ciò che doveva essere soltanto una finzione sociale si trasforma in un confronto profondo tra verità e apparenza, tra ciò che si è davvero e ciò che si è costretti a mostrare agli altri.

Una regia essenziale per un testo sempre attuale

La regia di Guglielmo Ferro sceglie una linea essenziale e moderna, liberando il testo da ogni elemento datato e costruendo uno spazio scenico simbolico, fatto di pochi elementi che rappresentano le convenzioni sociali che imprigionano i personaggi. In questo contesto la figura di Baldovino emerge con ancora più forza, fino a diventare il simbolo di una rettitudine che sfida le regole non scritte della società.
“Il piacere dell’onestà” si conferma così un’opera sorprendentemente attuale. In un mondo sempre più ossessionato dall’immagine e dalle apparenze, il testo di Pirandello continua a interrogare lo spettatore con lucidità e ironia, smascherando le maschere sociali e le contraddizioni dell’animo umano.