Il pareggio interno contro il Savoia lascia alla Reggina 1914 una sensazione sospesa, a metà strada tra la soddisfazione per una prova di grande carattere e il rammarico per alcuni episodi arbitrali che hanno pesato sull’economia della gara. Una partita intensa, vissuta su ritmi alti e con un Granillo da categorie superiori, che ha offerto numerosi spunti di riflessione anche nelle parole del tecnico amaranto Alfio Torrisi.
L’avvio di gara non è stato semplice per la Reggina, colpita a freddo da un gol che ha inevitabilmente inciso sull’andamento del primo tempo. Torrisi non si è nascosto nell’analisi: «La rete subita nasce da una lettura individuale sbagliata in marcatura. Per quindici, venti minuti ci ha tolto qualcosa a livello psicologico, ci siamo un po’ disarmati», ha ammesso l’allenatore, sottolineando come quell’episodio abbia spezzato l’inerzia iniziale.
A complicare ulteriormente la gestione della prima frazione è arrivato anche l’infortunio improvviso di Di Grazia, che ha costretto lo staff a un cambio forzato e immediato, senza la possibilità di un riscaldamento adeguato. Un doppio contraccolpo che avrebbe potuto mettere in ginocchio la squadra, ma che invece ha fatto emergere la reazione del gruppo.
Con il passare dei minuti, infatti, la Reggina ha ritrovato ordine e fiducia, iniziando a occupare con continuità la metà campo avversaria e costringendo il Savoia sulla difensiva. «Dopo il momento di difficoltà – ha spiegato Torrisi – la squadra ha ripreso a giocare, a tenere il pallino del gioco. Questo è un segnale importante di maturità».
La ripresa ha confermato la crescita amaranto, spinta anche da un ambiente che ha fatto la differenza. Il tecnico ha voluto rimarcare il peso del pubblico, autentico dodicesimo uomo. «Quello che si è visto sugli spalti non c’entra nulla con la Serie D. Bisogna fare i complimenti a tutti i reggini: il calore, la coreografia, il sostegno continuo sono stati straordinari».
Proprio il legame con la piazza alimenta una convinzione forte e dichiarata senza mezzi termini. «La Reggina non può e non deve stare in questa categoria. L’applauso finale della gente è la dimostrazione che stiamo facendo qualcosa di importante».
Accanto agli aspetti positivi, però, resta il peso degli episodi arbitrali, sui quali Torrisi ha espresso un dissenso netto.
«Sono sinceramente preoccupato per Lagonigro. Se quello non è un intervento da espulsione, allora bisogna rivedere il regolamento del calcio», ha dichiarato con fermezza, lasciando trasparire amarezza per una direzione di gara giudicata poco incisiva nei momenti chiave, tra cui anche un calcio di rigore netto non concesso agli amaranto.
Nonostante tutto, la Reggina esce dal campo con la consapevolezza di essere viva, compatta e in crescita. La classifica resta corta e insidiosa, ma il percorso intrapreso – come ricordato dallo stesso Torrisi – dimostra che il terreno recuperato nelle ultime settimane può diventare la base per continuare a rincorrere obiettivi più ambiziosi, senza perdere di vista concentrazione e determinazione, a partire dalla prossima trasferta di Ragusa.
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