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Trapani retrocesso in Serie D, ma Antonini non molla: “Faremo i play out”

La retrocessione sul campo è un colpo durissimo, ma non è ancora la parola fine. In casa Trapani Calcio si continua a lottare, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. I 25 punti di penalizzazione hanno di fatto compromesso la stagione, ma il club granata non ha alcuna intenzione di arrendersi.
A ribadirlo con forza è stato il presidente Valerio Antonini, che attraverso i propri canali social ha rilanciato il messaggio alla squadra e all’ambiente, invitando tutti a restare concentrati e pronti:
“Da domani l’FC Trapani riprende ad allenarsi a pieno ritmo. Siamo tutti convinti che almeno riavremo i punti sufficienti per giocare i playout. Quindi tutti sulla corda: ci aspettano tre settimane intense di lavoro, per essere pronti a riscrivere la storia di questo campionato. La verità ci renderà liberi”.

Parole forti, che fotografano perfettamente lo stato d’animo di una società che si aggrappa alla speranza di un ribaltamento, soprattutto sul piano giudiziario. Il nodo centrale resta infatti quello legato alle vicende fiscali e alle cartelle esattoriali contestate, che hanno portato alle pesanti sanzioni sportive.
Tutti gli occhi sono puntati sull’8 maggio, giorno in cui è attesa la decisione della Corte di Giustizia Tributaria. Un passaggio cruciale: da lì potrebbe arrivare uno spiraglio concreto per un recupero, anche solo parziale, dei punti di penalizzazione.
Al momento, però, la giustizia sportiva ha mantenuto una linea rigida.

Speranze ridotte per il Trapani, la Giustizia Sportiva è stata chiara

La retrocessione del Trapani non è soltanto il risultato del campo. Il club granata, che senza penalizzazioni avrebbe chiuso in ben altra posizione, è precipitato in classifica per effetto di 25 punti di penalizzazione complessivi, legati a una serie di procedimenti per violazioni amministrative e scadenze federali non rispettate. La società, però, continua a sostenere che il cuore della vicenda sia stato letto in modo errato dalla giustizia sportiva.

Il punto centrale è questo: secondo il Trapani, il debito contestato avrebbe natura IVA e non riguarderebbe ritenute IRPEF o contributi INPS. Proprio su questo presupposto il club ritiene illegittime le penalizzazioni e attende con grande attenzione la data dell’8 maggio 2026, quando la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Trapani dovrà pronunciarsi sull’atto di recupero contestato. Nel comunicato ufficiale, il club sostiene che una decisione favorevole potrebbe far venire meno “ab origine” il presupposto sostanziale delle sanzioni federali.

La giustizia sportiva, però, finora ha seguito una linea opposta. Nella decisione della Corte Federale d’Appello del 30 aprile 2026, il reclamo del Trapani è stato definito infondato. La Corte ha ribadito che, anche se gli atti successivi possono avere una forma collegata all’IVA, la causa originaria dell’inadempimento resterebbe il mancato versamento di ritenute IRPEF e contributi INPS.

Ancora più pesante, per le speranze granata, è un altro passaggio: la Corte Federale ha scritto che l’ordinanza cautelare tributaria non avrebbe inciso sul debito IRPEF/INPS, ritenuto ancora dovuto, e che le scadenze federali sono tassative e non derogabili. Inoltre, la fideiussione richiesta sarebbe stata rilasciata solo il 6 marzo 2026, quindi dopo la scadenza federale del 16 febbraio 2026.

Questo significa che, oggi, la speranza del Trapani non passa tanto da un semplice “ripensamento” della giustizia sportiva, quanto da due possibili scenari: una pronuncia favorevole del giudice tributario l’8 maggio e/o un esito positivo davanti al Collegio di Garanzia del CONI sui procedimenti ancora pendenti, indicati dal club come “Covisoc ter” e “Covisoc quater”. Il Trapani ha già annunciato che, in caso di decisione favorevole, chiederà la revocazione delle penalizzazioni relative al contenzioso, quantificate dalla società in 21 punti.

La domanda vera, però, è: può bastare? Dal punto di vista sportivo, non è impossibile in astratto, ma appare complicato. La Corte Federale ha già respinto la tesi difensiva del club, ha confermato la recidiva e ha ritenuto proporzionati i 5 punti dell’ultimo procedimento, spiegando che la penalizzazione deriva da due violazioni più un punto aggiuntivo per recidiva.

In sostanza: il Trapani ha ancora speranze procedurali, ma non parte favorito. Per riaprire davvero la partita servirà un fatto nuovo fortissimo, capace di incidere non solo sul piano tributario, ma anche su quello sportivo. E qui sta il nodo: finora gli organi federali hanno dimostrato di voler valutare la vicenda secondo le regole e le scadenze dell’ordinamento sportivo, senza farsi condizionare in modo decisivo dagli sviluppi tributari.

Il presidente Valerio Antonini continua a crederci e ha chiesto anche la sospensione di playoff e playout, sostenendo che la classifica potrebbe essere riscritta. Ma, allo stato attuale, la situazione resta questa: speranza viva, ma appesa a decisioni difficili e a margini giuridici molto stretti.