La riforma dei campion ùati di Lega Pro, si sa, è un pallino di Gravina, quello che non si sa è come sarà il progetto. Intanto scoppia la grana della Coppa Italia.
Diverse le ipotesi ed anche i tempi, tutto potrebbe dipendere anche dal numero di squadre che si iscriveranno alla Serie C nella prossima stagione. Se il quadro sarà completo, allora la riforma partirà dal 2022, altrimenti si potrebbe anche dare una accellerata decisa e partire da subito, fin dal prossimo campionato.
Vediamo le ipotesi in campo. Una parla della riduzione del torneo in due gironi, suddivisi geograficamente tra Centro-Nord e Centro-Sud, per un totale di 40 squadre. Secondo altre fonti il presidente Gravina, si sta muovendo per prendere in considerazione la possibilità di modificare format del terzo campionato professionistico italiano senza però ridurre il numero di squadre partecipanti.
Seccndo quanto riportato da Primativvu.it, Gravina starebbe valutando la possibilità di proporre il recupero della vecchia Serie C2 con la suddivisione in due gruppi da 20 squadre per un totale di 40 partecipanti, ovviamente prevedendo degli sgravi economici, cercando di ridurre i costi per i club. L Diverso il discorso per la Serie C1 o Elite prevista a girone unico, da nord a sud, cercando di coinvolgere tutte le società virtuose del torneo, cercando sostanzialmente anche di renderlo più appetibile a livello di diritti televisivi, con una forte competizione interna al torneo che potrebbe portare di gran lunga un miglioramento del tasso tecnico.
Gravina non ha mai nascosto che il suo progetto sarebbe quello di una B1 e B2 con la C (la vecchia C2) semiprofessionistica.
Da comprendere però le tempistiche di una riforma, quale che sia, della Lega Pro. Si ipotizza che potrebbe esser messa in pratica da agosto 2022 ma al tempo stesso, non sarebbe da escludere l’eventualità che questo format possa essere approvato nel 2021. Come detto, tutto potrebbe dipendere da come andranno le cose e da quante società saranno in grado di iscriversi al prossimo campionato. Molte, anche partecipanti ai play off, sono indietro con gli stipendi a a gennaio, indice di una crisi generalizzate che potrebbe riservare non poche sorprese.
In questo lotto, grazie al presidente Pippo Caffo, non c’è la Vibonese che dal punto di vista economico è a posto ed è una delle società virtuose. Questo vuol dire che, in caso di riforma, la società di via Piazza d’Armi è in pole per fare parte del nuovo format nel massimo livello.
La questione della Coppa Italia senza squadre di Serie C
Ma se il progetto di Gravina è di rendere appetibile la Serie C ancora di più, non si capisce sulla base di quale motivo, la Coppa Italia debba vedere escluse le squadre di Serie C e D, come proposto dalla Lega di serie A.
La proposta – che ancora deve essere approvata dal Consiglio federale della FIGC – è stata criticata da Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro. «La decisione della Serie A di escludere le squadre di Lega Pro dalla Coppa Italia non solo viola diritti consolidati, ma è espressione di una concezione elitaria del calcio, incapace di avere una visione di sistema», ha detto Ghirelli. E ha aggiunto: «lunedì è convocato il Consiglio direttivo della Lega Pro, che adotterà ogni iniziativa per tutelare i diritti delle proprie squadre e per salvaguardare una cultura del calcio che sia rispettosa dei valori più autentici dello sport. Innovare è giusto, ma salvando la coesione del sistema calcio».

