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Un’archeologa vibonese riporta in vita l’Olivo della Madonna: il suo olio illuminava le chiese

In antichità veniva coltivato solo per produrre olio che alimentava (senza fare fumo) le lampade delle chiese e dei luoghi di culto, è il cosiddetto Olivo della Madonna.   A riportarlo alla luce è stata un’archeologa vibonese con la passione per l’ambiente. Annamaria Rotella. Un lavoro di innesti ha portato oggi alla nascita di un progetto di tutela e valorizzazione di questo tesoro di biodiversità della nostra regione.

L’operazione, presentata presso la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico a Paestum, è frutto della collaborazione dell’Archeoclub con il WWF, Italia Nostra Crotone e l’Ufficio Regionale per i problemi social. «Dopo tanti anni di ricerca sono riuscita a trovarlo, è una grande emozione. L’olio derivante da questo olivo veniva anticamente usato per alimentare le lampade all’interno dei luoghi di culto», spiega l’archeologa, vice presidente di Archeoclub di Vibo Valentia.

Calabria, ritrovato l'Olivo della Madonna: ora un progetto per salvare  l'albero in via di estinzione

L’ Olivo della Madonna, ovvero la Olea europaea var. leucocarpa, è una cultivar molto speciale che si fa riconoscere in tutta la sua straordinaria bellezza solo a partire dal momento della maturazione del frutto. «La leucocarpa, come l’olivo in generale, appartiene al paesaggio calabrese e quindi alla cultura mediterranea ed è noto –osserva Annamaria Rotella – che i popoli antichi di quell’area hanno avuto con l’olivo e quindi con l’olio un rapporto privilegiato per motivi pratici prima e alimentari poi. Proprio perché l’olio d’oliva assieme al grasso animale e, solo eccezionalmente alla cera d’api, sono stati per lungo tempo i combustibili privilegiati per illuminare degli ambienti. Se a questo si aggiunge che l’olio ottenuto dalle bianche drupe della eucocarpa possiede il pregio particolare di bruciare generando pochissimo fumo ben si comprende perché questo olio trasparente e poco denso sia diventato il combustibile ideale per alimentare le lampade impiegate all’interno dei luoghi di culto».

LOlivo della Madonna sarà ripiantato presso le chiese calabresi (al momento ne sono stati piantati già 54 esemplari). Altro progetto è l’avvio del Cammino dell’Olivo della Madonna per valorizzare il patrimonio archeologico, architettonico, antropologico e paesaggistico dei vari borghi dove l’albero è presente.