Cultura

Cherif Karamoko a Villa San Giovanni: dalla guerra in Guinea all’esordio in Serie B

Il giovane guineano racconterà la tragica avventura che lo ha portato in Italia, fino al coronamento di un sogno.

Ha esordito in Serie B con la maglia del Padova. L’ha fatto appena due anni dopo essere arrivato in Italia, dalla Guinea, a bordo di un barcone affondato nel Mediterraneo, che ha causato la morte di quasi tutti i profughi a bordo, compreso suo fratello. Questa è solo una parte dell’incredibile storia di Cherif Karamoko. Una storia che il diretto interessato racconterà a Cannitello- Villa San Giovanni nel corso di Valentia in Festa, il festival itinerante della cultura, il prossimo 29 luglio alle 19,15, nel corso di un incontro moderato da Rosario Marra, assessore alle politiche giovanili del Comune reggino.

Il viaggio che Cherif e un altro ragazzo intraprendono dura oltre un anno. Iniziano oltrepassando il confine con il Mali, con l’idea di proseguire nel Sahara tramite Kidal e attraversando l’Algeria per poi raggiungere la Libia. Una rotta pericolosa, a causa della presenza di vari gruppi armati, e dal rischio di essere catturati e imprigionati e infatti i due vengono fermati e derubati, disavventura che li costringe a tornare in Mali. Da lì decidono di ritentare attraversando Burkina Faso e Niger, rotta conosciuta per gli altissimi livelli di estorsione a danno dei migranti.

Arrivati ad Agadez, Niger, trovano un gruppo di trafficanti che li avrebbe portati a el-Gatrun, in Libia.Qualcosa però va storto, e una volta in Libia Cherif viene rinchiuso in prigione per due mesi, dove subisce pestaggi e torture. In quel periodo Cherif ha solo 16 anni. Nel raccontarlo, ricorda tutta la sofferenza provata, ma anche l’aiuto di un pensiero sempre presente nella sua mente: il calcio. Una volta uscito di prigione, finalmente riabbraccia il fratello con cui per tutto questo tempo era rimasto in contatto telefonico, e assieme si spostano a Tripoli dove rimangono qualche mese. Poi, sempre con il fratello, Cherif s’imbarca per l’Italia. All’arrivo in Calabria, però, è solo.