Cultura

L’editoria e la stampa nell’antica Monteleone, il libro di Gilberto Floriani

La memoria e la ricerca storica si intrecciano nel libro di Gilberto Floriani “Stampa ed editoria in Calabria e a Monteleone”. Un volume appena pubblicato da “Ad hoc edizioni” e presentato nel corso del Festival Leggere&Scrivere proprio dal curatore nonché direttore artistico della manifestazione insieme a Foca Accetta, altro protagonista delle pagine narrate, moderati da Stefano Mandarano.

Floriani si è soffermato sull’avvento della stampa in Calabria e soprattutto in quella che fu Monteleone, spiegando come di fatto sia arrivata tardi ma abbia poi conosciuto periodi di grande fermento. Momenti alterni dell’editoria che seguivano spesso l’andamento stesso della società. Particolarmente frizzante il periodo tra l’Unità d’Italia e il Novecento, con una fiorente attività pubblicistica, da La voce pubblica a La verità, da La ghirlanda a L’imparziale, passando per Cronaca vibonese, L’avvenire vibonese (diretto da Eugenio Scalfari, nonno del noto e da poco scomparso omonimo fondatore di Repubblica), La Calabria e tanti altri.

Foca Accetta si è invece concentrato sulla Tipografia dell’Intendenza a Monteleone nel Decennio francese, sorta grazie al finanziamento di un imprenditore dell’epoca, Gaetano Scrugli, che stipulò un contratto con l’Intendente di Calabria Ultra e avviò la stamperia, riportando quindi la stampa a Monteleone.

L’incontro è servito anche ad omaggiare e ringraziare chi, in tempi più recenti, ha contribuito a rinnovare il fermento in un settore come quello dell’editoria. E così, è stata ricordata la figura di Mario Porcelli, fondatore della Mapograf ed oggi Monteleone; di Francesco Tassone recentemente scomparso, fondatore di Qualecultura ed editore dei Quaderni calabresi, grazie al contributo della figlia Kita. E di Pino Grillo, fondatore della casa editrice Settecolori.

Un momento di grande intensità, nel quale è stato possibile scoprire un passato a molti sconosciuto come quello dell’editoria a Monteleone, che grazie al libro curato da Floriani è stato possibile illustrare ai tanti spettatori attenti del Festival.