News

Sblocco dei licenziamenti: il Vibonese rischia di esplodere. L’allarme di Cgil e Fiom

I sindacati in una nota congiunta avvertono: “Nel panorama regionale, reso drammatico dalla pandemia, la provincia di Vibo può diventare una polveriera“.

I segretari generali di Cgil e Fiom dell’Area Vasta Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia, Enzo Scalese e Massimo Covello, non ci girano intorno, ma vanno dritti la cuore del problema. “La fine del blocco dei licenziamenti – asseriscono all’unisono i sindacati – , attualmente prevista per il prossimo 31 giugno si avvicina e con essa il pericolo che una ondata di licenziamenti collettivi possa abbattersi sull’intero territorio. Benché sia difficile stabilire con certezza il numero esatto, è facilmente immaginabile il duro impatto che questo produrrà. Nel solo settore della metalmeccanica, settore produttivo che nonostante abbia mantenuto alti livelli di qualità ha registrato, anno dopo anno, una costante perdita di manodopera, riteniamo che almeno il 20-30% degli attuali lavoratori, ovvero circa 200-300 operai impiegati nel settore, sono a rischio licenziamento“.

L’allarme nasce dalla constatazione di alcuni segnali che Scalese e Covello definiscono piuttosto scoraggianti e che arrivano dalle aziende: “Siano esse piccole o medie imprese – affermano, infatti – se da una parte, infatti, ci sono aziende pronte a chiedere ulteriore proroga sulla possibilità di utilizzare contratti a tempo determinato, sfruttando il fattore crisi a proprio favore, dall’altra, invece, ci sono aziende già pronte a spedire le lettere per avviare le procedure di licenziamento. Sappiamo bene che se ciò dovesse verificarsi, produrrebbe a catena una crisi economica e produttiva che si espanderebbe anche sugli altri comparti produttivi del territorio“.

I segretari generali dell’Area Vasta di Cgil e Fiom ricordano, poi, che Vibo Valentia è la provincia più povera d’Italia, con il più alto tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, per questo bisogna scongiurare il rischio che lo sblocco dei licenziamenti porta in sè.

Come Fiom e come Cgil Area Vasta – dichiarano – faremo tutto quanto possibile non solo per contenere la perdita di posti di lavoro, ma per evitare che ciò accada, tutelando tutti i lavoratori e le lavoratrici. E in questo, stiamo anche chiedendo al Governo un ulteriore proroga fino ad ottobre valida per tutti, che consenta di mettere mano ad una riforma degli ammortizzatori sociali. In più, da subito inizieremo un serio confronto anche con le associazioni datoriali, per avviare un serio confronto. Ma riteniamo, però, che questa sia una partita che non possiamo giocare da soli: serve il coinvolgimento di tutti, in particolare delle istituzioni ai vari livelli, che in questo momento sembrano piuttosto distratti e poco inclini a preoccuparsi di una problematica tanto seria quanto grave“.

Secondo gli esponenti sindacali, “Il PNNR deve trovare una declinazione calabrese e vibonese, prestando attenzione e sostenendo il circuito produttivo metalmeccanico per difendere il lavoro ed il tessuto industriale presente e immaginare un’espansione sostenibile anche in relazione alla transizione energetica e telematica“.

Una reale crescita, un vero sviluppo anche economico, per il territorio di Vibo Valentia – concludono Enzo Scalese e Massimo Covello – non si può avverare se non a partire dal lavoro“.