Cultura

Gli anni d’oro di Vibo Valentia, c’era la tv e Campanile Sera

Gli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso vedono la città alla ribalta nazionale con il Festival della Canzone, Le Giornate Mediche Internazionali, le Valentia Auree e tanto altro ancora.

In tutto questo fermento culturale e sociale non poteva mancare la presenza nelle trasmissioni del tubo catodico. La tv muoveva i primi passi e Vibo Valentia voleva esserci e lo avrebbe fatto da protagonista.

Campanile Sera è una delle storiche trasmissioni della Rai, una delle più fortunate anche, capace di incollare al video decine di milioni di spettatori nei bar, nei circoli e davanti ai pochi televisori presenti nelle case, agli albori della televisione, a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta. Sono gli anni del boom economico, la televisione è un piccolo miracolo in grado di dare un collante all’Italia dei campanili. C’è ancora una sola rete televisiva, il Canale Nazionale, il Secondo Canale muoverà i suoi passi solo a metà novembre del 1961. Il programma conosce un successo clamoroso, tanto che viene trasmesso per oltre cento puntate il giovedì sera dalle 21 alle 22 e sarà da ispirazione per la fortunata trasmissione Giochi Senza Frontiere (a cui Vibo Valentia parteciperà nel 1994).

A idearlo è Mike Bongiorno, sulla scia del successo di Lascia o Raddoppia. Il meccanismo del gioco è semplice: una sfida su diverse prove tra un paese del Nord Italia e una località del Sud. I collegamenti, oltre che dallo studio, dove i concorrenti si chiudono nelle caratteristiche cabine per rispondere ai quiz, avvengono direttamente dalle piazze delle città in gara. Le prove e le tenzoni sulle piazze, sono le più disparate, dalle sfide di canto e musica fra dilettanti, alla costruzione di grandi scenografie per giochi popolari, a prove atletiche e sportive fino ai quiz di cultura e attualità. Il tutto coordinato dal Teatro della Fiera di Milano, da dove presentava Mike Buongiorno, mentre sulle opposte piazze conducono Enza Sampò ed Enzo Tortora.

Un momento del collegamento con Vibo Valentia, con la presentatrice Enza Sampò

ADRIA DUE VOLTE. Anche Vibo Valentia vuole fare questa esperienza televisiva. Sono gli anni in cui la città brilla per il suo Festival della Canzone e Campanile Sera è un veicolo pubblicitario di enormi potenzialità. Il debutto vibonese in televisione, con Enza Sampò conduttrice del collegamento esterno, avviene il 29 settembre 1960 contro il comune di Adria. Vibo si presenta a Milano con Ezio Colonna per le materie culturali, Giuseppe Inzillo per quelle di attualità e Massimo Massara nella veste di riserva. Terzetto inossidabile che rimarrà in cabina fino all’ultima puntata. Altre prove importanti saranno affrontate dalla famiglia tipo che deve indovinare il costo di alcuni oggetti e da prove fisiche o atletiche, tra cui anche partite di calcio, con protagonisti che mutano ad ogni appuntamento.

La prima battaglia viene persa per un solo punto, ma sul verdetto finale pesa un errore nella valutazione di una risposta inerente alle onorificenze concesse a D’Inzeo, vincitore della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma, dal Presidente della Repubblica. Domanda a cui l’avv. Giuseppe Inzillo aveva risposto, senza esitare, “Commendatore”. Risposta esatta anche per Mike Bongiorno, che in un primo momento aggiudica la vittoria ai vibonesi, ma non per il notaio che trova un cavillo sulla esistenza di due fratelli D’Inzeo, ribaltando il verdetto in favore di Adria.

Il Comune presenta immediatamente ricorso alla Rai-Tv. Il ricorso viene accolto e Vibo riammessa sfiderà la vincente della sfida tra Adria e Pescia della settimana successiva. Destino vuole che avversaria sia di nuovo la cittadina veneta, per cui giovedì 13 ottobre va in onda una sorta di rivincita. Lo slogan in un cartello con un gallo disegnato esibito su corso Umberto I è: “Quando questo gallo canterà, Vibo vincerà”, e Vibo stravince per 8-2.

Enza Sampò l’aveva quasi presagito alla vigilia della sua partenza per la Calabria: “Porterò fortuna a Vibo e vi trascorrerò un mesetto di vacanza”, aveva dichiarato. Mai parole suonano più profetiche.

SCIA VINCENTE. Inizia una lunga cavalcata vincente per il team vibonese. Più combattuta la sfida contro Saluzzo chiusa sul filo di lana per 9-8 e con le piazze stracolme di gente a festeggiare. Arriva così, la settimana successiva, il quarto appuntamento con Campanile Sera. I campioni superano anche Palestrina (5-3) che pure schiera tra i suoi esperti Luciano Marcelli, il giovane romano che qualche anno prima aveva vinto cinque milioni di lire a Lascia o Raddoppia. I mass media nazionali parlano dei successi ottenuti dalla città che ha come simbolo il campanile del bel San Michele, campanile che torreggia solido e che svetta accanto a quelli “abbattuti” delle altre città.

La Sampò nella sua permanenza in Calabria, non si limita a presentare la trasmissione del giovedì, ma si impegna anche nel sociale e si reca in visita alla Casa di Carità, invitata dalle fondatrici: “Una trentina di piccoli amici, che la conoscono senza che lei li abbia mai visti, sarebbero lieti di salutarla. Venga a trovarci”. La presentatrice torinese non si fa pregare, accompagnata da Tony Murmura, incontra i piccoli ospiti. Viene colpita, tra gli altri da una bimba di due anni e e con le mani completamente bruciate da un incendio a cui riesce a fare avere un intervento gratuito di chirurgia plastica a Milano. Storie nella storia di quei giorni che, per l’intera Calabria, sono di gloria.

FINISCE LA FAVOLA. Il 3 novembre, però, Vibo deve affrontare Abbiategrasso, a cui è costretta a cedere il passo, con un secco 6-0, dopo oltre un mese di presenza fissa in televisione. Dopo aver dominato nelle quattro puntate precedenti nelle prove culturali, lo squadrone di Vibo, fin lì addirittura ritenuto imbattibile da tante testate giornalistiche, cade sull’ultima domanda su Beethoven, dal valore di ben tre punti. Finisce una bella avventura, ma rimane un bel ricordo. Enza Sampò, prima di lasciare la città, in una intervista a Salvatore Massara per il Mattino dichiara: “Vibo Valentia è una graziosissima cittadina. Ha tutto, ha il mare splendido, le colline ricche di un verde senza paragoni, antiche vetustà testimonianze di una antica grandezza, aneliti vibranti di vita moderna”. Più bel complimento non poteva fare.

Michele La Rocca


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