Vedere e gustare

DA VEDERE Petrizzi, fiore di pietra, sospeso sulle Serre calabresi e lo sguardo sull’Ionio (foto)

Il paese custodisce storie e fascinazioni che vanno oltre quel che è visibile e riportano ad un tempo remoto

Piccolo borgo seduto tra le sinuose asperità della catena delle Serra, ad un passo dal sorprendente azzurro del mar Jonio, Petrizzi custodisce storie e fascinazioni che vanno oltre quel che è visibile e riportano ad un tempo remoto, in cui la scelta dei luoghi dipendeva dal livello di sicurezza dalle incursioni da est e dalle prospettive di sopravvivenza grazie alle risorse del luogo. È chiamata, anche, ‘Fiore di pietra‘, in omaggio per un verso al fondo pietroso su cui sorge (da qui il toponimo Petrizzi), per altro verso ai fichi d’india ed alle ginestre che vi crescono con abbondanza.

Petrizzi ha una struttura medievale, con al centro i resti di una fortificazione che parrebbe risalire al XIII secolo e che fu dimora e centro di potere della famiglia ducale dei Marincola. Attorno, si dipana un breve ma intenso reticolo di stradine e piccole case che hanno il loro culmine nell’unica porta di accesso ancora erta, detta ‘e iusu, di sotto. Molte le testimonianze della vita religiosa del borgo, dalla cinquecentesca chiesa dedicata a Maria Santissima della Pietra, con la magnifica facciata in mattoni, purtroppo ampiamente interclusa da un edificio addossato, alla chiesa della Trinità, già cappella privata dei Marincola, che ospita alcune tombe del casato, a latere della quale resiste una magnifica struttura campanaria, di gusto bizantino.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, albero e attività all'aperto

Nei pressi, la cisterna in pietra dedicata a San Giovanni Nepomuceno, dove è possibile ammirare uno splendido altorilievo del Santo ed il magnifico calvario, anche questo ricavato in un anfratto di pietra, sul cui fondo campeggia una splendida crocefissione lignea. Quindi, le restanze di edifici gentilizi e segni di vita agreste, come le ruote di granito, le ‘menzalore’ (unità di misura) collocate in piazza ed altrove, a ricordare i processi di molitura e pesatura che vi si operavano. Infine, detto dei resti dell’antico acquedotto e dell’albero della libertà che ancora vive dai giorni della rivoluzione del 1799, serve ricordare, a qualche chilometro dal borgo, il bellissimo e sontuoso monastero agostiniano di Santa Maria della Pietà, fondato nel 1492 dal beato Francesco Marino da Zumpano, celebre sia per la sua struttura fortificata, sia per la splendida chiesa a cielo aperto, sia per avere ospitato l’impressionante pietà di Antonello Gagini, oggi custodita nella chiesa matrice di Soverato Superiore. Fortemente compromesso dal terremoto del 1783, venne soppresso, quale luogo di culto, nel 1806 a seguito delle disposizioni eversive del latifondo volute dai Francesi. Petrizzi, un piccolo borgo, una grande suggestione.

La gallery

Cliccare sulle foto per ingrndirle